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martedì 29 settembre 2009

Il Times su Berlusconi

Vi prego di dare un'occhiata al commento che l'autorevole Times di Londra dedica alle ultime performance del nostro Premier (titolo "Silvio Berlusconi's insult to the Obamas may prove a step too far"). Parole incredibilmente dure e preoccupate.


berlusconi+obamas
Mi limito ad alcune citazioni testuali, traducendo al mio meglio


"C'è una venatura di razzismo e xenofobia nella coalizione di Mr. Berlusconi". [...] C'è anche complicità maschile nell'accettazione del comportamento di Mr. Berlusconi - che ricorda Benito Mussolini - nel correre dietro alle donne ("womanising", intraducibile!) mentre proclama di promuovere i valori della famiglia".


"Per molti fuori dall'Italia l'idea che Mr. Berlusconi è un governante mondiale chiave, che, ad esempio, "aiuta" glu USA a trattare con Mosca è risibile. Ma funziona bene in casa".


"Nessun altro leader impantanato in scandali sessuali avrebbe osato fare l'ironica affermazione, che lui ha fatto a Milano, di aver "introdotto la moralità nella politica italiana". Il fatto che non sia stato sommerso di derisione riflette in parte il suo straordinario potere sui media. In nessun altro Paese occidentale ad un uomo che possiede tre TV commerciali sarebbe possibile diventare primo ministro".


Interessante anche la conclusione, che ventila la possibilità, che comincia a circolare, di dimissioni di Berlusconi per tornare ad elezioni se la Corte Costituzionale a inizio ottobre bocciasse il lodo Alfano.


Il "Times" è stato fondato nel 1785, qualche anno prima della Rivoluzione Francese e qualche decennio prima della nascita di Marx. Improbabile che sia comunista...

martedì 8 settembre 2009

Berlusconi e la libertà di stampa (e di opinione)

"Che sia in pericolo la libertà di stampa è una barzelletta raccontata dalla minoranza comunista e cattocomunista e dai suoi giornali, che sono purtroppo il 90% della stampa.
Il mio gradimento veleggia verso il 70%. La maggioranza degli italiani vorrebbe essere come me, si riconosce in me e condivide i miei comportamenti".

Sono parole del nostro Presidente del Consiglio, sulle quali faccio alcune rapide considerazioni.

1) Se il 90% della stampa è di centrosinistra, significa che solo il 10% di chi legge il giornale tutti i giorni è di destra. Di conseguenza, la grande maggioranza di quelli che sostengono Berlusconi non leggono il giornale, ma si informano in altro modo (cioè attraverso la televisione) sulle vicende italiane e mondiali.

2) Da questo discende che, se il 70% degli italiani sostiene e "gradisce" Berlusconi, significa che queste persone sono influenzate dall'informazione televisiva, che lui controlla direttamente (attraverso la proprietà dei canali mediaset) o indirettamente (attraverso i poteri di nomina della tv pubblica del governo).

3) Praticamente Berlusconi ammette che l'opposizione in Italia ha un'influenza limitatissima nella formazione della pubblica opinione, che è in gran parte in mano alla maggioranza che sostiene il suo governo. Insomma: il suo stesso ragionamento certifica che la libertà di stampa e di opinione in Italia sono a rischio.

Non è un autogol?

Per una volta sono d'accordo con lui, che pochi giorni fa aveva
affermato: "Povera Italia, con questa informazione..."