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giovedì 27 gennaio 2011

rimuoviamolo


Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. E’ la Repubblica che deve rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà dei cittadini e la loro effettiva partecipazione.




(art.3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese)




 



Ma cos’è la Repubblica? E’ l’Italia stessa la cui sovranità è del popolo ossia di tutti i suoi cittadini.




(art.1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione)




 



Cosa devono fare i cittadini? In presenza di un soggetto anche istituzionale che aumenta la propria libertà a discapito della libertà dei cittadini, questi hanno l’obbligo morale e civile nonché costituzionale di rimuovere questo ostacolo.




(art.2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale)




Ora mi domando: come può esistere la possibilità che un cittadino italiano venga chiamato dai giudici a rispondere di accuse comunque sostenute da prove almeno di una qualche apparente fondatezza e lui possa decidere di non presentarsi?



Possiamo noi italiani prenderlo di peso e portarcelo? Qualche altra idea?


mercoledì 6 ottobre 2010

La Gelmini perde il ricorso contro la riforma della scuola

http://italianimbecilli.blogspot.com/2010/10/la-gelmini-perde-il-ricorso-la-riforma.html


se vivessimo in un Paese civile e libero, la notizia bomba da diffondere attraverso la tv di Stato sarebbe proprio questa: il Consiglio di Stato contesta la riduzione dell'orario degli istituti tecnci e professionali voluta dal ministro Gelmini. Invece il regime continua a nascondere la realtà agli italiani e a fornire numeri inventati e chiacchiere. E' la seconda volta che il Consiglio di Stato boccia la Gelmini e la 'riforma' della scuola. La prima volta è avvenuta l'anno scorso, quando i giudici contestarono i regolamenti del ministro che andavano oltre la delega del Parlamento.

Il progetto scriteriato del governo, declinato sul piano dell'istruzione pubblica, aveva previsto anche la riduzione degli orari negli istituti in oggetto, ne è conseguita una denuncia al Tar del Lazio da parte del mondo della scuola (docenti, genitori, Snals), una denuncia alla quale la Gelmini si era opposta, facendo appello al Consiglio di Stato. Ma il suo ricorso è stato respinto, bocciato dai giudici, per conseguenza le obiezioni dei docenti (e la decisione del Tar) sono state ritenute fondate. Ma certo! Come potrebbe essere diversamente? Riportiamo qui sotto parte della sentenza (scaricabile qui).




'...Considerato che l’appello cautelare non appare assistito da fumus boni iuris, tenuto conto anche del fatto che alla luce del sopravvenuto parere emesso dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione l’Amministrazione scolastica non potrebbe esimersi dal rideterminarsi sulla definizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali...

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) Respinge l'appello (Ricorso numero: 7723/2010)'.
Sempre in un Paese civile e libero, un siffatto governo - e nella fattispecie un simile ministro - dovrebbe dimettersi all'istante. Ma questo in Italia non avviene. Potremmo anche analizzarne i motivi, ma finiremmo per essere esageratamente prolissi. E' sufficiente ricordare agli italiani che il loro voto politico ha consentito a un piduista corruttore di prendere il potere con l'unico scopo di ripararsi dai guai giudiziari, fare leggi per sè e per gli amici mafiosi e attuare il piano criminale di Licio Gelli. Alla luce (torbida) di questo scopo, come potrebbe dimettersi questo governo? E come potrebbe dimettersi la Gelmini con un semplice 'vai a casa' scritto sui cartelli o urlato nelle piazze? L'abbiamo vista tutti, in varie occasioni, fare lo gnorri di fronte alle proteste e, di più, continuare imperterrita a sostenere una propaganda mirata al dissolvimento dell'istruzione pubblica, sciorinando cifre inventate, enunciando menzogne colossali, smanettando beatamente sul telefonino durante le interrogazioni parlamentari. Il menefreghismo di mussoliniana memoria è parte integrante della propaganda, del modus operandi di questo governo e dei suoi accoliti. E d'altra parte, si sa che 'certa gente' non si dimette mai, piuttosto si farebbe ammazzare.

In conclusione, solo una domanda: se neppure il Consiglio di Stato riesce a smuovere la Gelmini, cosa potrebbe occorrere per farla evaporare? Meditiamo?

lunedì 1 marzo 2010

dal times di oggi

ne parlano più all'estero che in italia... il Popolo Viola


http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article7044658.ece

Purple protesters take to the streets against Silvio Berlusconi



Italian protesters in prison garb





(Guido Montani/EPA)









Protesters in prison garb accuse Silvio Berlusconi of undermining democracy






Tens of thousands of protesters calling themselves the Purple People took to the streets of Rome at the weekend in a sign of mounting opposition to the Prime Minister, Silvio Berlusconi.


The group, Il Popolo Viola, wore purple sweaters and scarves, Berlusconi masks or striped prison dress to protest against what they say is the undermining of Italian democracy by Mr Berlusconi in his battle with the country’s legal system.


They vowed to stage further demonstrations before key regional elections at the end of the month.


Mr Berlusconi, 73, has repeatedly attacked magistrates and judges as “politically biased” and “subversive”. Last week he compared them to the Taleban. He is trying to push through new laws to annul trials against him for corruption and restore his immunity from prosecution, overturned last October as unconstitutional.




The National Association of Magistrates condemned the Prime Minister’s latest outburst as “an intolerable escalation of insults and aggression”. President Napolitano called on Mr Berlusconi to tone down “very serious accusations” that were fuelling “dangerous tensions between Italy’s institutions”.


The “purple protests” began spontaneously last year, with demonstrators using Facebook, blogs and Twitter to organise “No Berlusconi Day” rallies calling for the Prime Minister’s resignation. Organisers said that they had chosen purple not only because it was the colour of mourning in Italy but also because it represented “energy and self-determination”, and was not used by any established party. The group also protested against Mr Berlusconi’s control of the media and his attempts last year to put up showgirls and models as candidates in local and European elections. The protests have since been endorsed by opposition parties.


At the weekend, judges in Milan refused to annul a trial in which Mr Berlusconi is accused of bribing David Mills, his former British tax lawyer and the estranged husband of Tessa Jowell, the Olympics Minister, although the case against Mr Mills was thrown out last week because the statute of limitations had expired. Mr Berlusconi is accused of paying Mr Mills to lie on his behalf during corruption trials in the 1990s.


The judges adjourned Mr Berlusconi’s trial until March 26, two days before the regional vote.


It emerged yesterday that Giovanna Del Giudice, a former nightclub hostess in Sardinia and one-time weather girl on one of Mr Berlusconi’s television channels, would stand as a candidate for his party in the elections.


Another candidate is Nicole Minetti , a showgirl turned dental hygienist, who tended to Mr Berlusconi after he was attacked in December.











domenica 31 gennaio 2010

Allora non è una persecuzione da parte dei Comunisti…

La verità su B. raccontata nientemeno che da Carlo Taormina


«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me.


E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».


Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.


Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?


«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».


Mi spieghi meglio.


«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».


E perché?


«Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».


E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?


«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».


Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?


«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».


Come fa a esserne così certo?


«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».


Tipo?


«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».


Che all’epoca era Presidente della Repubblica.


«Esatto. E Ciampi chiese una modifica».


Quindi?


«Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».


Pentito?


«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.


A chi si riferisce?


«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».


Prego?


«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».


Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura…


«Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».


E perché?


«Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».


Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?


«E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali».


Di : Alessandro Gilioli, 29/01/2010



http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/29/la-verita-su-b-raccontata-dal-suo-ex-avvocato/
Confermato sul sito dell'attuale movimento dello stesso Taormina: http://www.legaitalia.net/


 

martedì 13 ottobre 2009

L'Observer su Mr. B.

Observer
Candidato al Nobel
per la Pace 2010


Il domenicale del Guardian in un editoriale ha collegato ironicamente il premio Nobel per la Pace assegnato al presidente Usa Obama e la decisione della Consulta sul Lodo Alfano. “Berlusconi ha anche detto che 'non c’é nessuno nella Storia verso cui io mi debba sentire inferiore’. Un candidato per il Nobel 2010, forse?”.

___

Intanto... Mr. B ("you're giving the Mr. a bad name... a Mr. like you") si confessa...

 


lunedì 12 ottobre 2009

come siamo arrivati fino a qui?

Da Il Fatto Quotidiano di venerdì 9 ottobre 2009

0102
COME SIAMO
ARRIVATI FIN QUI
M i chiedo: com’è possibile che di certe cose si discuta?
Com’è stato possibile che, per secoli, milioni di
persone siano state convinte che gli ebrei non potessero
godere dei diritti più elementari; e che, periodicamente,
fosse ritenuto giusto che essi perdessero il diritto alla vita?
Com’è stato possibile che, per secoli, milioni di persone siano
state convinte che era giusto per conti, baroni e principi,
avere il diritto di violentare le donne loro suddite quando
queste si sposavano (si chiamava “jus primae noctis”)? Com’è
stato possibile che, per secoli, milioni di persone siano state
convinte che i “negri” fossero una razza inferiore? Com’è
stato possibile che, per secoli, milioni di persone siano state
convinte che le donne non erano neppure esseri umani
dacché non avevano l’anima; e che, in molti Paesi, fosse
ritenuto giusto fino a pochi anni fa che esse non potessero
votare? Oggi queste cose, e altre ancora, ci sembrano assurde
e improponibile ogni discussione sul punto. Eppure filosofi,
scienziati, giuristi, per non parlare dei tanti uomini comuni
che hanno ucciso, soggiogato, violentato nel nome di queste
convinzioni, hanno sostenuto queste assurdità, impegnando
la loro forza, la loro intelligenza e, quando era il caso, la loro
cultura e la loro scienza. Ed erano le stesse persone che
educavano i loro figli nel rispetto dei principi religiosi; erano
le stesse persone che facevano elemosine, assistevano i
malati, svolgevano anche ad alto livello professioni
impegnative. Eppure… Oggi, nel nostro Paese, siamo arrivati
a discutere seriamente della non applicabilità della legge
penale al presidente del Consiglio, cioè a un cittadino cui è
affidato un pubblico servizio, probabilmente il più
importante che ci sia in un paese democratico. Siamo
arrivati a teorizzare che è giusto che questo cittadino possa
corrompere giudici, falsificare bilanci, commettere frodi
fiscali, e che però non possa essere processato. Siamo arrivati
a teorizzare che, anche se questo cittadino venisse sorpreso
subito dopo aver ucciso la moglie, ancora con il coltello
sanguinante in mano; oppure se 50 persone lo vedessero
mentre prende a calci un cane, lasciandolo agonizzante
sull’asfalto; ebbene sarebbe giusto non processarlo. Perché,
si dice, egli è stato eletto dal popolo; e la volontà popolare
deve essere rispettata prima di tutto, perfino prima
della possibilità di irrogare le giuste sanzioni per
crimini eventualmente commessi; perfino prima del
principio di uguaglianza tra i cittadini che è il
cardine degli ordinamenti democratici nei Paesi
moderni. Ma potrebbe la volontà popolare portare
un assassino al potere? E, se così avvenisse, sarebbe
giusto che l’ordinamento giuridico non apprestasse
rimedi per una simile assurdità? E mi accorgo che
anche io sto cadendo nella trappola, che discuto e
mi sforzo di portare argomenti per confutare
l’indifendibile, per dimostrare un’assurdità che è
evidente di per sé; un’assurdità che, tra qualche
anno (ma quanti, accidenti, quanti?) tutti
considereranno con stupore e indignazione, così
come oggi si pensa con stupore ed indignazione alla
ormai lontana sofferenza legalizzata di ebrei,
“negri” e donne. Perché la domanda non è, non deve
essere: “Questo Lodo Alfano è giusto o no?” La
domanda deve essere: “Ma come siamo arrivati a
tanto? Dove abbiamo sbagliato?”

martedì 29 settembre 2009

Povera Italia

da Il Fatto Quotidiano di oggi

Liberate il ladro
“Quest’anno  – rivela  il pm  Greco -  una banca  milanese si accorge che un suo funzionario ha rubato in  tre  mesi  22  milioni  euro  da  conti  dei  clienti  e  li ha trasferiti all’estero. I vertici dell’istituto, allora, lo chiudono in una stanza, gli sequestrano il telefonino e chiamano la polizia giudiziaria: “Abbiamo preso in quasi flagranza un nostro dipendente infedele, venite ad arrestarlo”. La Polizia giudiziaria arriva e che fa? Lo libera: in Italia, per appropriazione indebita e truffa, anche pluriaggravate, non si può arrestare. Siamo l’unico paese al mondo in cui l’amministratore o il dirigente che ruba non può finire in carcere, né prima né dopo il processo (anche perché la prescrizione scatta dopo 7anni e mezzo). Per questo, in casi simili, alcuni pm di Milano han preso a contestare il furto aggravato che, essendo previsto per i ladri di strada, prevede pene altissime, fino a 20 anni, con prescrizione ‘lunga’. Non so se  questa impostazione giuridica reggerà.  Ma, se potessimo di nuovo considerare le banche come servizi pubblici, potremmo contestare il peculato, che ha pene più alte e prescrizioni più lunghe”.

venerdì 24 luglio 2009

Quando succedono cose come queste si ha paura...

Non includo il video perché parte da solo ed è una palla quando si apre la pagina, vedetelo a questo link:

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=28972&cat=cronaca

Riepilogo: Un ventenne, 2 omicidi e 26 feriti gravi in un sol colpo e.... al massimo 2 anni ma probabilmente neanche un giorno di carcere.

Cose come questa sono la causa della magior parte degli estremismi...

chi accusa indignato di odio e razzismo lega e altri secondo me ha il dovere di gridare allo stesso modo per queste cose (inoltre otterrebbe anche molti più risultati), solo risolvendo questi cancri di leggi e giustizia avremo una società migliore.

....finché ci saranno queste cose vedremo il razzismo, il rancore e l'odio nella società crescere sempre più.

Temete gente: un ventenne può uccidere voi e il vostro compagno/a quando vuole, essere colto in flagranza di reato, e non fare nemmeno giorno di carcere...

e con questo... buon w.e.,
Sauro

giovedì 16 luglio 2009

incidente in viale amendola...

I vigili passano col rosso sirena accesa all´ultimo



Investiti due ragazzi in motorino: lei è morta, lui al Cto


di Laura Montanari



L´auto dei vigili taglia il semaforo con il rosso e centra in pieno un motorino con due ragazzi a bordo. Lui, Edoardo Conti, 19 anni è alla guida e resta ferito alle gambe, lei, Carlotta Fondelli, 18, studentessa del liceo scientifico Santa Marta, muore poche ore dopo il ricovero alla rianimazione di Careggi dove arriva già in coma. L´auto dei vigili urbani non ha insegne, è una Punto bianca uguale a molte altre: ma viaggia in emergenza nella notte, con un lampeggiante mobile acceso e, secondo alcune testimonianze raccolte dai carabinieri, con una sirena intermittente, azionata a mano. Viale Amendola all´incrocio con via Duca degli Abruzzi e via Angelico. Da una parte l´archivio di Stato, dall´altra la caserma dei carabinieri. Lo schianto che travolge lo scooter Honda 125 dei due ragazzi avviene poco prima della mezzanotte. Il motorino ha appena superato il semaforo: proviene da via Duca degli Abruzzi. «Ho attraversato l´incrocio - racconta Edoardo che il giorno dopo in ospedale non sa ancora che la sua fidanzata è morta - Il mio semaforo era verde, ho sentito il suono di una sirena che partiva, tipo "Da Da", una sola volta. Un secondo dopo un´auto ci ha travolto. Non ho potuto fare niente, solo il tempo di gridare».

L´auto del nucleo antidegrado dei vigili nel viale procede verso piazza Beccaria. Alcuni raccontano che l´hanno vista rallentare, altri l´esatto contrario: che andava veloce. L´inchiesta aperta dalla procura dovrà chiarire la dinamica. Sulla Punto bianca ci sono quattro persone a bordo, tre vigili e, dietro, una giovane donna, cinese, appena fermata sul lungarno Dalla Chiesa, per sospetta prostituzione. L´emergenza è dettata dal fatto che quest´ultima è «agitata» spiegano dal comando e i vigili la stanno portando in questura per il fotosegnalamento. «Volete dire che quella sarebbe un´emergenza?» si chiede con rabbia un amico di Carlotta e di Edoardo. «Sono vigili urbani non la Misericordia, non c´era nessuno in fin di vita per usare i dispositivi di emergenza» racconta una signora che abita a 50 metri dal luogo dell´incidente. Nello stesso posto, all´altezza della fermata del bus in via Fra Giovanni Angelico, Marta, 26 anni studentessa universitaria racconta: «Ero in macchina con i finestrini abbassati, non ho sentito nessuna sirena, solo lo schianto terribile». Uno schianto così violento da lasciare a terra con una gamba rotta Edoardo (ora ricoverato al Cto con una frattura scomposta della gamba destra, dovrà essere operato nei prossimi giorni), e da far volare a diversi metri di distanza Carlotta che forse nell´impatto perde anche il casco. La ragazza è in un lago di sangue: «Non parlava» racconta uno dei primi soccorritori. Dietro l´auto dei vigili c´è una jeep dei carabinieri del battaglione che, sia pure a distanza, ha visto quello che è successo.



Subito viene chiamato il 118, in pochi minuti due ambulanze sono sul posto. La ragazza viene intubata e stabilizzata per poterla trasportare all´ospedale di Careggi. Arriva all´incrocio di viale Amendola anche il padre della ragazza, grida: «Mio Dio, mio Dio, chi me l´ha ridotta così?».

Passano altri minuti, il vigile alla guida è sotto shock, un altro tiene la testa fra le mani. L´ambulanza riparte con le sirene a tutto volume. A Careggi Carlotta viene trasferita in rianimazione, ma le sue condizioni sono disperate. Alle 13,30 di ieri i medici parlano di morte cerebrale. I genitori autorizzano l´espianto degli organi. «Chiediamo giustizia, questa volta i vigili devono pagare altrimenti non ci sono più ideali da insegnare a noi giovani» singhiozzano David e Andrea, due amici della ragazza.
(16 luglio 2009)






http://www.teampolizei.com/Videos/FirenzePolizia.mov
guardatevi qsto video del 2005 in cui un gumballista (corsa illegale con macchine potentissime) che si è finto un collega poliziotto e si è fatto scortare dalla stradale fino a FI-Certosa passando dal piazzale... per una cazzata hanno rischiato di mietere vittime x portare dei finti colleghi all'autostrada!

martedì 17 giugno 2008

Berlusconi: ritorno al futuro


Se vi fosse sfuggita, vi incollo per esteso la lettera che il Presidente del Consiglio (non uno qualsiasi) ha inviato al Presidente del Senato (non uno qualsiasi) e che costui ha letto in Aula.


Caro Presidente,


come Le è noto stamane i relatori Senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto "decreto sicurezza" un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale.


In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.


Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali.


I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica.


Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.


Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare.


Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto.


Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.


Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale.


La informo quindi che proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato.



 


Per la cronaca, nella lettera si fa riferimento al Processo contro Silvio Berlusconi e l'Avvocato inglese David Mills.


Se qualcuno aveva sperato che Silvio Berslusconi fosse "cambiato" forse si è sbagliato. Lo schema è sempre quello: io devo fare il bene del Paese e quindi devo difendermi dagli "attacchi" della magistratura contro di me.


Giova ricordare che



  1. come per molti altri processi in cui è stato coinvolto, i fatti non riguardano in nessun modo l'operato di Berslusconi come Presidente del Consiglio, quindi non hanno di per sé nessun carattere "politico"

  2. in USA uomini politici di spicco si sono dimessi per molto meno


Faccio notare che tutto questo viene inserito in un provvedimento urgente (Decreto Legge) finalizzato (si dice) a garantire la sicurezza dei cittadini.


E per favore non prendiamoci più per il culo con "aspettiamo, faccamolo lavorare..."


 

domenica 15 giugno 2008

La Giustizia delle Libertà 2

Aggiorno il precedente.



  1. Divieto di intercettazione telefonica per i reati con pene <10 anni (ad esempio ricettazione, usura, truffa, estorsione, aggiotaggio, rapina, furto, violenza sessuale, associazione a delinquere - esclusa quella mafiosa). Sembra sia esclusa la corruzione (ringraziare la Lega!)

  2. Reato di immigrazione clandestina

  3. Riduzione della possibilità di usufruire di sconti di pena e reinserimento sociale per i carcerati (c.d. Legge Gozzini)

  4. 2500 soldati in tutta Italia a "controllare l'ordine pubblico"


Riassumendo, si ottengono diversi scopi, solo in apparenza tra loro contraddittori (giustizialismo o garantismo?):



  • evitare gli sputtanamenti pubblici di chi deve "lavorare per il bene comune"

  • rendere più difficile il lavoro dei Magistrati, in modo da evitare che siano "troppo" efficienti nei confronti di chi ha i mezzi per difendersi

  • rendere in ogni caso più difficile la vita a chi non ha mezzi legali per difendersi

  • evitare inutili tentativi di reinserimento di chi è stato così coglione da farsi beccare e finire in carcere; meglio, come si dice, "buttare la chiave"

  • sempre più fumo negli occhi dei poveri cittadini che vedranno sfilare per strada splendidi (e utilissimi...) pattuglioni dell'esercito


Sembra proprio sia merito di Napolitano (Dio ce lo mantenga in salute), che si sarebbe rifiutato di firmare un eventuale decreto, che i punti 1) e 2) non sono già legge con procedura d'urgenza.


... con buona pace di chi aveva già visto la scomparsa di Destra e Sinistra... 


P.S. per gli affezionati della "certezza della pena" a tutti i costi. Secondo una ricerca del Ministero della Giustizia del 2007, il 20% di chi usufruisce delle misure alternative al carcere recidiva, contro il 70% di chi non vi usufruisce. Non è buttando la chiave che si riduce la criminalità...

domenica 8 giugno 2008

La Giustizia delle Libertà

Mi pare che con le prime proposte sulla giustizia il neonato governo mostri chiaramente il suo volto (di sempre...)


1) Reato di immigrazione clandstina


2) Divieto assoluto di intercettazione telefonica


Come dire:


- per un verso o un altro ingolfare o paralizzano ulteriormente la nostra malmessa Giustizia


- rendere la vita più difficile la vita a chi già non ha mezzi legali per difendersi


- aumentare l'impunità per certi reati e per chi di mezzi ne ha anche troppi...


- gettare un po' di fumo negli occhi a chi sente minacciata la sua sicurezza dagli zingari che gli rubano in casa e non si preoccupa più di tanto di chi ruba i soldi di tutti


...niente di nuovo sotto il sole, forse sempre peggio...