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sabato 1 ottobre 2011

Ultime da 10 anni fa

Questo, per chi non l'avesse visto, Crozza a Ballarò la settimana scorsa


http://www.youtube.com/watch?v=_rOh5-WBIqI&feature=related



Se non avete voglia di guardarvi il video direi che la sintesi migliore è "Però la CEI è stata brava: la Chiesa ci ha esso 500 anni dopo Galileo a scoprire che la Terra gira intorno al sole, "solo" 15 anni a capire che Berlusconi gira intorno alla patonza..."

Per la cronaca, aggiungo un ottimo Gaber di 10 anni fa ("Un'idiozia conquistata a fatica"), senza sconti per nessuno... sembra ieri...

http://www.youtube.com/watch?v=dQ1XGUFTi_g

La legge in un paese birichino
in cui ultimamente si vota di meno
dove ci sono i giochi del gran capitale
che è una specie di mafia però è più legale
che noi senza perdere neanche una guerra
potremmo un giorno trovarci col culo per terra.

La legge in un paese alla deriva fa sì che la giustizia sia un po' riflessiva
e se vuoi far valere le tue ragioni dovrai aspettare due o tre generazioni
e nei tribunali in archivi segreti c'è la storia d’Italia di tutti i partiti
e siccome nessuno è senza peccato si può ricattare tutto lo Stato.

Per finire, gli "auguri" della BBC per i 75 anni di Silvio... ahimè...

http://www.bbc.co.uk/news/magazine-15095153

martedì 27 settembre 2011

Cattocomunisti?…

...oppure dopo 15 anni di clerico-berlusconismo è davvero ora che chi crede nel Vangelo si faccia qualche domanda?
Comunque lo slogan, il logo e il commento al convegno che vi allego mi sembrano particolarmente azzeccati e li diffondo davvero con piacere.

giovedì 24 giugno 2010

Il neo-Ministro è impedito

Da pochi giorni Ministro per l'attuazione del federalismo (mai più senza!), Aldo Brancher chide il legittimo impedimento per il processo in cui è imputato.


E se vi sembra scandaloso leggete il racconto di Travaglio sulla sua storia passata (giudiziaria e non solo)

domenica 30 maggio 2010

L’inferno e il peccato del silenzio

Durante la preghiera "di riparazione" in Vaticano per le vittime della pedofilia nella Chiesa, il Vescovo che la guidava ha minacciato un inferno particolarmente duro per i religiosi colpevoli di questi reati.


In compenso lo stesso giorno il Cardinale Bagnasco, alla domanda se anche in Italia dei Vescovi potessero aver coperto abusi sessuali sui minori da parte di sacerdoti, ha risposto (con parole che il sito di Avvenire non riporta, chissà perché...)


''C'e una possibilita. Qualora ciò fosse accertato il giudizio della Chiesa è noto: è una cosa di per sè sbagliata e da superare". Fonte: Ansa


Io credo che un giudizio simile avrebbe potuto darlo anche la mia nonna (che, per chi non lo sapesse, ha 102 anni e soffre di demenza). Possiamo chiedere alla gerarchia cattolica un po' più di coraggio non nel condannare gli abusi sessuali (che è cosa ovvia) o nel maledire i colpevoli (che addirittura, secondo me, è vergognoso: sono pur sempre persone cui i confratelli dovrebbero essere vicini, probabilemente malate), ma nell'ammettere la propria vera colpa: IL SILENZIO DI FRONTE ALLE NOTIZIE DI REATI AVUTE IN PASSATO. Ognuno è responsabile per le proprie colpe, ma tutta l'istituzione ecclsiatica da sempre copre gli scandali con il silenzio. Hanno il coraggio di ammetterlo, di chiedere perdono per questo, e, possibilmente, di cambiare? Di denunciare per esempio casi che senz'altro sono noti? Se ce l'hanno lo attendiamo con sollievo. Altrimenti tacciano.

Le critiche di un’estremista alla manovra finanziaria

"Condivido l'esigenza di una manovra che imponga sacrifici a tutti, ma non sono d'accordo con i tagli indiscriminati alla cultura, specie se la lista degli istituti tagliati dal finanziamento pubblico contiene eccellenze italiane riconosciute nel mondo".


Sarà Di Pietro? Sarà Bersani? No, è Sandro Bondi


Cioè: il Ministro alla Cultura non ha preventivamente approvato la cancellazione degli enti culturali decisa dalla manovra. E uno si chiede: sulla base di quali informazioni sarà stato fatto l'elenco?


Altro che Repubblica delle banane...

sabato 29 maggio 2010

Le stragi di mafia e la politica

Questa l'interpretazione del procuratore nazionale antimafia riportata dall'Ansa (27 maggio 2010):


Le stragi mafiose del '93, fra cui quella di via dei Georgofili a Firenze, erano tese a causare disordine per dare ''la possibilità ad una entità esterna di proporsi come soluzione". Lo ha affermato Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, intervenendo ad un convegno commemorativo della strage causata da un'autobomba la notte fra il 26 e il 27 maggio 1993.


"L'attentato al patrimonio artistico e culturale dello Stato - ha spiegato Grasso - assumeva duplice finalità: quella di orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista, che è sempre balzata fuori nei momenti critici della storia siciliana, e attuare una vera e propria dimostrazione di forza attraverso azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilità ad una entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l'intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli".


Secondo Grasso "certamente Cosa Nostra, attraverso questo programma di azioni criminali, che hanno cercato di incidere gravemente e in profondità sull'ordine pubblico, ha inteso agevolare l'avvento di nuove realtà politiche che potessero poi esaudire le sue richieste".


D'altro canto, ha sottolineato il magistrato, "occorre dimostrare l'esistenza di una intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell'ordine pubblico per agevolare le prospettive di affermazione politica; e dimostrare l'esistenza di contatti riconducibili allo scambio successivo alle stragi". Per Grasso quindi "rimangono delle domande a cui bisogna dare risposta".


 


Abbastanza chiaro?


 

domenica 23 maggio 2010

La prima donna sacerdote in Italia

Ho letto con curiosità la notizia.


Fa parte della Chiesa vetero-cattolica, di cui non conoscevo l'esistenza, ma di cui ho letto con grande interesse. Nasce nei Paesi Bassi nel 1870, a seguito del Conciclio Vaticano I, che proclama l'infallibilità papale (e già mi sembra un inizio significativo...). Ha una sua gerarchia, di "discendenza apostolica", riconosce il primato del Papa ma non ne ammette la giurisdizione universale sui vescovi e l'infallibilità.


La pagina di Wikipedia di cui vi ho allegato il link si apre con una frase di S. Agostino che mi pare molto significativa:


« In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus charitas  »


Vi allego, per opportuna conoscenza, anche il link della parrocchia vetero-cattolica di Firenze 

Dalle "periferie" della cattolicità (e da dove sennò?...) anche in Italia qualcosa si muove... segni di speranza...

Anniversario di Capaci

Il modo più efficace di ricordarlo mi sembrano queste parole di Paolo Borsellino, pronunciate qualche settimana dopo la morte dell'amico e collega e qualche settimana prima della sua. Serena consapevolezza della propria strada e delle conseguenze inevitabili, ostinazione nel seguirla, nessun tono celebrativo.


http://www.youtube.com/watch?v=usta173Hht8&feature=related


Da ricordare.

martedì 20 aprile 2010

Pedofilia nella Chiesa – una testimonianza

Mi pare oggettiva e chiarificatrice, pur trattandosi di una vittima, quindi parte in causa.



35545. ROMA-ADISTA. Man mano che la stampa internazionale rivela i casi di preti pedofili e denuncia le coperture di cui essi hanno goduto presso le curie diocesane e i dicasteri vaticani, la gerarchia cattolica corre ai ripari: rimuovendo i presbiteri colpevoli, intervenendo nei confronti degli ecclesiastici che pur sapendo tacquero, assicurando la volontà ed il proprio impegno di collaborare con le autorità civili.


Lo zelo del presente non corrisponde però alla prassi del passato. E c’è un caso che dopo molti anni, attende ancora l’intervento delle autorità ecclesiastiche. Un caso in cui emerge, con inoppugnabile chiarezza, la responsabilità del vescovo che, pur sapendo, scelse di non intervenire nei confronti di un prete della sua diocesi c’è. E lo rese pubblico, nel 2004, proprio la nostra agenzia. È quello di Marco Marchese, che nel luglio del 2004 (v. Adista nn. 53 e 54/04) raccontò ad Adista di aver subito violenze a partire dall'età di 12 anni, appena entrato nel seminario minore di Agrigento, da parte di don Bruno Puleo, che lavorava lì come assistente. Gli abusi si protrassero per 4 anni, fino a quando Marchese trovò la forza di parlarne con il vice rettore del seminario, don Silvano Castronovo, ed il rettore, don Gaetano Montana, che però gli consigliarono di stare tranquillo e di mantenere il silenzio su quegli episodi. Marco, nel novembre del 2000, si rivolse allora al vescovo di Agrigento, mons. Carmelo Ferraro. Ma Ferraro non prese alcun provvedimento contro don Bruno il quale, nel frattempo continuò ad abusare anche di altri ragazzi. Rivoltosi ad un avvocato, Marco ricevette allora dalla Curia un'offerta di risarcimento di 45 milioni di lire, sperando che la vicenda si chiudesse lì. Ma Marchese non volle accettare che sul suo caso calasse definitivamente il silenzio e decise nel 2001 di presentare un esposto alla procura della Repubblica. Solo nel 2002, don Puleo, pur mantenendo i suoi incarichi pastorali e senza che nei suoi confronti venisse avviato alcun procedimento canonico, veniva spostato dalla popolosa parrocchia di Palma di Montechiaro a quella più piccola di Sant'Anna, un borgo in provincia di Agrigento. Il procedimento giudiziario nei confronti del prete si concluse il 7 luglio 2004, quando don Puleo patteggiò una condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione per abusi sessuali nei confronti di 7 ragazzi che frequentavano il seminario di Agrigento. In sede civile, Marchese chiese alla Curia un risarcimento per i danni subiti. Per tutta risposta, mons. Ferraro citò a sua volta Marchese, pretendendo dalla vittima un risarcimento di 200mila euro per i danni che lui avrebbe causato alla “immagine” e al “prestigio” della Chiesa di Agrigento presso l'“opinione pubblica”. Richiesta che Ferraro fu successivamente costretto a ritirare, sotto la pressione dell’opinione pubblica, dopo la partecipazione, nel dicembre 2006, di Marchese alla trasmissione “Mi manda RaiTre”.


A Marco Marchese, attualmente impegnato in numerose iniziative di lotta alla pedofilia ed animatore dell'Associazione per la Mobilitazione Sociale, Adista ha rivolto alcune domande sul modo con cui la Chiesa sta affrontando i nuovi casi di abusi denunciati dalla stampa internazionale.


Cominciamo dalle recenti dichiarazioni delle gerarchie vaticane sulla pedofilia all’interno della Chiesa e la necessità della denuncia alle autorità civili degli abusi dei preti. Solo proclami o qualcosa sta realmente cambiando nella Chiesa?


Da quando scoppiò il mio caso ad oggi credo che qualcosa sia effettivamente cambiato. Anche perché all’epoca la gestione di vicende come quella in cui sono stato mio malgrado coinvolto venivano gestite a livello essenzialmente locale. Oggi invece sembra che il Vaticano intenda esercitare un maggiore controllo sui tribunali diocesani. Anche altri passi annunciati in questi giorni mi sembrano importanti. Ad esempio l’annuncio che verrà abolito ogni termine di prescrizione nei casi di abusi sessuali su minori. Anche la “Guida” pubblicata sul sito del vaticano e che si dice essere del 2003, quella che contiene le linee guida da osservare nei casi dei preti pedofili, sarebbe di per sé importante. Ma o è un falso, o chi doveva applicarlo non lo ha fatto. Del resto, come ha recentemente osservato il procuratore aggiunto di Milano, Pietro Forno, non si registrano in Italia segnalazioni o denunce all’autorità giudiziaria fatte da vescovi nei confronti di preti delle loro diocesi sospettati di abusi.


 


E poi quella “Guida” contraddice il De Delictis Gravioribus sulla fondamentale questione del silenzio…


Infatti. Da una parte nella “Guida” si afferma la collaborazione con le autorità civili; dall’altra, nel De Delictis Gravioribus la stessa Congregazione per la Dottrina della Fede afferma che dei casi di pedofilia tra il clero non si deve parlare. Piuttosto contraddittorio. In ogni caso, sarebbe bastato applicare quello che c’era scritto nella “Guida”… niente di più.


 


In Italia, i casi di pedofilia che hanno coinvolto preti o religiosi sono assai pochi rispetto all’estero. Sta per arrivare uno tsunami anche nel nostro Paese?


Statisticamente in Italia ci dovrebbero essere molti più casi di quelli che sono stati fin qui registrati, anche perché i preti nel nostro Paese sono moltissimi rispetto alla popolazione. Ma i casi non emergono non solo per la cappa di silenzio imposta dalle gerarchie che qui da noi si è fatta sentire molto più che all’estero. Bisogna considerare che in Italia il rapporto di fiducia, di deferenza con tutto ciò che ha a che fare con il sacro è fortissimo. Penso ad esempio al caso di don Ruggero Conti, ex parroco della Natività di Maria Santissima, oggi agli arresti domiciliari in attesa che si celebri il processo che lo vede imputato. La comunità è quasi tutta schierata con lui. Recentemente è stata anche organizzata una veglia di preghiera in suo sostegno. Questo per dire che spesso nel nostro Paese non si ritiene nemmeno concepibile che un prete possa macchiarsi di simili delitti. Tra l’altro, trovo grave anche che gli sia stato consentito di farlo. Mi sarei infatti aspettato che il vicario del papa per la diocesi di Roma intervenisse per chiedere che si attendesse con serenità le decisioni della magistratura senza controproducenti esposizioni della comunità.


 


Nel tuo caso è emerso in modo inoppugnabile che il vescovo sapeva ma tacque. Nei confronti di mons. Ferraro, la Curia vaticana ha atteso il compimento del 75.mo anno di età senza intervenire in nessun modo nei suoi confronti. E don Bruno Puleo?


Non lo so. Me lo chiedono in tanti. Posso solo sottolineare che quando don Puleo patteggiò la sua condanna, la Curia non fece altro che spostarlo da una parrocchia all’altra. Oggi però, dopo che la mia vicenda è arrivata anche in televisione, forse la Curia ha preso qualche provvedimento [nell’annuario della diocesi di Agrigento il suo nome non compare più, ndr]. So invece con certezza che un prete della diocesi di Palermo, don Paolo Turturro, condannato in primo grado a sei anni e mezzo di carcere, al risarcimento per 50mila euro, con l’interdizione dai pubblici uffici, continua regolarmente a dire messa.


Se le direttive vaticane vanno nella direzione della tutela delle vittime sempre e comunque e dispongono l’allontanamento dei preti accusati di pedofilia anche prima che arrivi la sentenza dei tribunali ecclesiastici e civili, allora qui c’è un evidente cortocircuito.


 


Come giudichi le recenti dichiarazioni del card. Bertone sulla connessione tra omosessualità e pedofilia?


Anzitutto, tra i preti ad essere diffusi sono soprattutto i casi di efebofilia. Abusi non su bambini, quindi, ma su adolescenti o preadolescenti. Questi preti mostrano personalità immature e rivelano una sessualità non adeguatamente sviluppata, o vissuta male, o negata; oppure repressa. Che abbiano un orientamento omosessuale o eterosessuale è del tutto secondario. La sostanza non cambia.


 


La pedofilia ha una relazione con il potere che il prete esercita?


Nel senso della forte relazione di subordinazione che hanno le vittime nei loro confronti, direi di sì. I preti pedofili, rispetto ai pedofili in generale, godono infatti di uno status particolare: esercitano infatti un forte carisma sulle loro giovani vittime, un forte ascendente. Hanno con loro un rapporto di paternità spirituale. I ragazzi che si rivolgono a loro sono persone in difficoltà, fragili, bisognose di aiuto o in ricerca di una guida. Tra abusato ed abusatore si crea quindi una relazione molto forte, anche di dipendenza. Per questo all’interno della Chiesa è molto difficile che questi casi vengano alla luce, perché coloro che subiscono violenza difficilmente denunciano la persona nei confronti della quale nutrono tanta fiducia e devozione. (valerio gigante)


Fonte: www.adistaonline.it



sabato 10 aprile 2010

La Chiesa e gli scandali

Stamani ho letto la lettera inviata da Ratzinger come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1985, con cui rifutava la richiesta di riduzione allo stato laicale di un sacerdote americano implicato in eventi di pedofilia, chedendo più tempo per l'analisi del caso.


Peccato che il sacerdote n questione fosse già stato condannato nel 1978 per atti osceni su minori ed avesse già trascorso, dal 1978 al 1981, tre anni in libertà vigilata. E che la richiesta di riduzione allo stato laicale, da parte dello stesso sacerdote e del suo vesovo, fosse del 1981. Qui la ricostruzione degli eventi fatta dalla Associated Press


Il punto chiave mi sembra la motivazione addotta dall'allora Cardinale Ratzinger per evitare che all'interessato fossero revocati gli incarichi di sacerdote. Pur riconoscendo la gravità dei fatti, egli ritiene di dover considerare i danni che sarebbero derivati alla comunità dei fedeli dalla rimozione del sacerdote, anche in considerazione della sua giovane età (38 anni). Infatti la rimozione navvenne poi 2 anni dopo, a 40 anni.


Il tema insomma è quello dello scandalo. Lo "scandalo" generato dal sollevare un sacerdote dal suo ruolo per pedofilia, peraltro rispondendo ad una richiesta sua e del suo vescovo, sarebbe stato un danno più grande che mantenerlo nel suo ruolo pastorale, con le inevitabili conseguenze (il sacerdote ha poi avuto altre condanne per pedofilia in seguito).


Meglio il silenzio dello scandalo., affinché i fedeli non vengano "confusi". Di questo, al di là di tutto, la Chiesa non può non rispondere. E su questa, che è stata una delle caratteristiche dell'agire delle gerarchie ecclesiastiche da sempre, non può non riflettere. E credo meglio farebbe a farlo, seriamente e col Vangelo in mano, invece di gridare al complotto.

sabato 20 marzo 2010

L’odio, l’invidia e la psichiatria

L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio.


Questo lo slogan della manifeatazione di oggi del Popolo della Libertà.


Rispetto agli standard berlusconiani, mi ha colpito il mettere nero su bianco la parola invidia. Che c'entra l'invidia con la politica?


Poi mi è venuto in mente il DSM (Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders), che comprende il


Disturbo narcisistico di personalità


La diagnosi formale, secondo il criterio DSM IV, richiede che almeno cinque dei seguenti sintomi siano presenti in modo tale da formare un pattern pervasivo, cioè che rimane tendenzialmente costante in situazioni e relazioni diverse:



  1. Senso grandioso del sé ovvero senso esagerato della propria importanza

  2. È occupato/a da fantasie di successo illimitato, di potere, effetto sugli altri, bellezza, o di amore ideale

  3. Crede di essere "speciale" e unico/a, e di poter essere capito/a solo da persone speciali; o è eccessivamente preoccupato da ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto

  4. Desidera o richiede un’ammirazione eccessiva rispetto al normale o al suo reale valore

  5. Ha un forte sentimento di propri diritti e facoltà, è irrealisticamente convinto che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative

  6. Approfitta degli altri per raggiungere i propri scopi, e non ne prova rimorso

  7. È carente di empatia: non si accorge (non riconosce) o non dà importanza a sentimenti altrui, non desidera identificarsi con i loro desideri

  8. Prova spesso invidia ed è generalmente convinto che altri provino invidia per lui/lei

  9. Modalità affettiva di tipo predatorio (rapporti di forza sbilanciati, con scarso impegno personale, desidera ricevere più di quello che dà, che altri siano affettivamente coinvolti più di quanto lui/lei lo è)


E ho capito che sostenere che Berlusconi è paranoico è un po' una boutade, diciamo un'esasperazione da lotta politica. Invece questa è proprio una diagnosi conclamata.


Cioè siamo passato ufficialmente dalla discussione politica alla diagnosi psichiatrica.


Il che mi rinforza nel pensiero ottimista che, in ogni caso, il berlusconismo per come lo conosciamo oggi stia andando rapidamente verso la propria fine.

domenica 31 gennaio 2010

Allora non è una persecuzione da parte dei Comunisti…

La verità su B. raccontata nientemeno che da Carlo Taormina


«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me.


E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».


Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.


Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?


«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».


Mi spieghi meglio.


«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».


E perché?


«Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».


E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?


«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».


Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?


«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».


Come fa a esserne così certo?


«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».


Tipo?


«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».


Che all’epoca era Presidente della Repubblica.


«Esatto. E Ciampi chiese una modifica».


Quindi?


«Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».


Pentito?


«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.


A chi si riferisce?


«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».


Prego?


«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».


Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura…


«Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».


E perché?


«Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».


Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?


«E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali».


Di : Alessandro Gilioli, 29/01/2010



http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/29/la-verita-su-b-raccontata-dal-suo-ex-avvocato/
Confermato sul sito dell'attuale movimento dello stesso Taormina: http://www.legaitalia.net/


 

domenica 10 gennaio 2010

Qualche idea chiara per l’opposizione

Due notizie sui giornali degli ultimi giorni.


1) La rivolta degli schiavi a Rosarno. Pagati un tozzo di pane, molti clandestini e al nero, vivevano in baracche e qualche emulo del Ku-Klux-Klan (secondo altri, qualche membro di clan più nostrani...) ha cominciato a sparare loro contro. Si sono rivoltati e ci siamo accorti che esistevano. La risposta del Governo è mandarli via (leggi altrove) e spianare le baracche.


Potrà essere l'occasione per il PD di mettere insieme la sua anima "socialista" e quella "cattolica" (sentivo fare un ragionamento simile da Ezio Mauro stasera da Fazio) per dire qualcosa di radicalmente diverso sul problema immigrazione rispetto a quanto da quasi tutte le parti si sente dire oggi in Italia? Tipo che esistono diritti universali che vanno oltre la cittadinanza nazionale e che bisogna pensare a come integrare i "clandestini" che non facciano i badanti (quello è già stato fatto, ci faceva troppo comodo...), visto che è impossibile rimandarli a casa?


2) Tutti a osannare Berlusconi perché ha ripreso le idee della Legge delega 80/2003 (attuata solo in parte), che proponeva di ridurre a due soltanto le aliquote IRPEF: 23% per i redditi fino a 100,000 € annui (99% della popolazione) e 33% per i richi-ricchi. Vi ricordo che attualmente le aliquote IRPEF vanno dal 23% al 43%. Messa così praticamente un regalo a (quasi) tutti (esclusi solo i poveri, che restano al palo), enorme per i ricchi. Ottimo come promesa elettorale, temo pessimo per il bilancio dello Stato, sostanzialmente ingiusto perché elimina di fatto la progresività delle imposte sul reddito, trattando allo stesso modo gran parte della popolazione.


Bersani si è detto contrario, Di Pietro addirittura favorevole (leggi qui). Potrà un'opposizione seria dire che è una proposta che riesce ad essere insieme demagogica e ingiusta, nel senso che distribuisce regalini al ceto medio-basso e regaloni ai ricchi, togliendo allo Stato, cioè ai servizi per tutti?


Riuscirà l'opposizione a dire qualcosa di forte, e che sulla carta non dovrebbe vederla divisa, o avrà troppa paura di perdere i voti degli Italiani impauriti dai negri violenti e in attesa spasmodica di qualche briciola dal potere?

venerdì 6 novembre 2009

Preferite i vaccini o le malattie?

Secondo me il pregiudizio di fondo è questo. Su Internet si possono trovare molti siti di "medicina naturale", o che teorizzano il complotto globale contro la salute pubblica, pronti a giurare che vaccinarsi è "innaturale" e che i vaccini hanno terribili effetti collaterali che, chissà perché, gli Stati e la comunità scientifica nascondono. Ricordo a tutti, se ce ne fosse bisogno, che le vaccinazioni hanno permesso di sconfiggere malattie terribili, come la polio, il vaiolo, la difterite.


Veniamo a H1N1. Pensando soprattutto ai miei figli, mi sono documentato. Ho trovato in rete questi tipi di allarme, più o meno gridato:


1) Lo squalene. Non è il cugino dello squalo, ma il nome fa paura lo stesso. E' una sostanza naturale che viene usata come adiuvante in alcuni vaccini (cioè stimola la risposta immunitaria), compreso l'anti-H1N1 che abbiamo in Europa. Qualcuno ha sospettato che fosse causa di sindromi misteriose, come la Gulf War Syndrome dei reduci della guerra del Golfo. Già da qualche anno gli studi lo hanno smentito.


2) Il mercurio. Già di suo suona tossico. Il derivato mercuriale thimerosal è usato come conservante in alcuni vaccini, tra cui i flaconi multidose di anti-H1N1. Dal 2000 in Europa ed in USA si è cominciato per cautela ad eliminarlo dai vaccini infantili nel sospetto che potesse essere associato all'insorgenza di autismo. I dati disponibili negli ultimi anni hanno comunque smentito quest'associazione. Negli ultini anni in USA il thimerosal è stato eliminato dai vaccini e i casi di autismo sono aumentati!


3) La sindorme di Guillain-Barrè. Questa è una roba più raffinata, da medici. E' una polineurite acuta che può portare ad una paralisi rapidamente progressiva, generalmente reversibile ma talora fatale per insufficienza respiratoria. Nella precedente influenza suina degli anni Settanta la vaccinazione in USA aveva comportato un'aumento di questi casi (1 caso in eccesso per ogni 100,000 vaccinati). Ampi studi successivi hanno monitorato i casi della sindrome a seguito del normale vaccino influenzale, ed hanno trovato un eccesso di 1 caso ogni 1,000,000 di vaccinati. Vi informo tra l'altro che la sindorme può essere anche una conseguenza dell'influenza, tanto che qualcuno ha addirittura proposto la vaccinazione per prevenirla! In ogni caso ad oggi si contano in Italia 26 di morti di H1N1, cioè circa 3 ogni 100,000 casi di influenza. Quindi comunque più frequenti della sindrome di Guillain Barrè o di qualunque altra complicanza grave (e comunque generalmente non letale!) del vaccino.


Scusate se vi ho annoiato, ma di questa roba si parla spesso, e talora in modo non chiaro. Io mi sono convinto che, anche in questo caso, i rischi dell'influenza suina, sebbene siano minimi, sono comunque superiori a quelli della vaccinazione. Per cui: se vi viene la febbre a 40, state sereni, state avendo la famosa suina, non andate a farvi fare nessun tampone (sarebbe senz'altro positivo!) e godetevi la vostra influenza "fashion" alla faccia di Brunetta.


Se invece vi capita l'opportunità di vaccinare voi stessi o i vostri figli, vaccinateli (ovviamente se non ci sono controindicazioni!). Molto probabilmente non salverete loro la vita. Ma impedirete loro di correre un rischio inutile, con un rischio legato al vaccino molto vicino allo zero, e comunque senz'altro inferiore a quello di ammalarsi.

sabato 31 ottobre 2009

Stefano Cucchi: una morte inquietante

Avrete sentito in TV la storia della morte di Stefano Cucchi.


Qui potete vedere le immagini diffuse dalla famiglia dopo l'autopsia. Credo che si debbano vedere. Così è morto un uomo di 33 anni dopo una settimana circa dall'arresto da parte dei Carabinieri, peraltro nel braccio detenuti di un Ospedale, dove i familiari non sono stati mai ammessi e, a quanto si sa, non hanno mai avuto notizie dai medici.


Brividi.


La difesa d'ufficio delle Forze dell'Ordine, davvero, sembra fuori luogo.

domenica 11 ottobre 2009

Iran: condanna a morte per i manifestanti

E, continuando a parlare di "giustizia ingiusta", guardiamo anche oltre i nostri confini. Proprio in questi giorni si è saputo di tre persone condannate a morte in Iran solo per aver partecipato alle proteste seguite all'elezione di Ahmadinejad. Brividi.

La giustizia è uguale per tutti?

No, non mi riferisco al Lodo Alfano, ma ai recenti sviluppi processuali relativi ai fatti di Genova del 2001, che continuano a restare nella mia mente una delle pagine più buie della nostra storia recente.


Una sentenza di secondo grado condanna alcuni black bloc a pene più che esemplari, fino a 15 anni, per devastamenti e saccheggi. Più che per alcuni casi di omicidio.


Giusta severità. qualcuno potrebbe dire. Peccato che nello stesso processo vengano assolte le "tute bianche", i manifestanti che parteciparono agli scontri con la polizia, con la motivazione che la colpa di quegli scontri fu nella carica immotivata della polizia.


Quella stessa polizia i cui agenti non sono stati mai neppure processati per la morte di Carlo Giuliani, che morì proprio negli scontri seguiti a quella carica.


Quella stessa polizia i cui capi sono stati in gran parte assolti per le violenze successivamente avvenute presso la scuola Diaz. E che conunque erano già stati promossi per l'impegno e la dedizione dimostrati.


Quella stessa polizia i cui membri sono stati condannati a pene minime, in gran parte prescritte, per i pestaggi avvenuti nella caserma di Bolzaneto. Perché, come i giudici stessi hanno motivato, in Italia non esiste il reato di tortura (evidentemente meno grave che mandare una vetrina in frantumi...) e perché in ogni caso i risultati dell'indagine sono stati stati limitati «per difficoltà oggettive (non ultima delle quali... la scarsa collaborazione delle Forze di Polizia, originata, forse, da un malinteso "spirito di corpo")»


Ma tranquilli, il Capo della Polizia dell'epoca Gianni De Gennaro è stato proprio pochi giorni fa assolto  dall'accusa di aver chiesto ai suoi di mentire.


Per favore, chi in questi giorni, per motivi vari, invoca pene più severe per tutto e per tutti si ricordi che in uno Stato di Polizia (perdonatemi l'espressione enfatica) non necessariamente c'è giustizia. E che le "condanne esemplari", come quella data ai black bloc, fanno paura in un contesto in cui chi sta dalla parte del potere riesce comunque a farla franca.

martedì 29 settembre 2009

Il Times su Berlusconi

Vi prego di dare un'occhiata al commento che l'autorevole Times di Londra dedica alle ultime performance del nostro Premier (titolo "Silvio Berlusconi's insult to the Obamas may prove a step too far"). Parole incredibilmente dure e preoccupate.


berlusconi+obamas
Mi limito ad alcune citazioni testuali, traducendo al mio meglio


"C'è una venatura di razzismo e xenofobia nella coalizione di Mr. Berlusconi". [...] C'è anche complicità maschile nell'accettazione del comportamento di Mr. Berlusconi - che ricorda Benito Mussolini - nel correre dietro alle donne ("womanising", intraducibile!) mentre proclama di promuovere i valori della famiglia".


"Per molti fuori dall'Italia l'idea che Mr. Berlusconi è un governante mondiale chiave, che, ad esempio, "aiuta" glu USA a trattare con Mosca è risibile. Ma funziona bene in casa".


"Nessun altro leader impantanato in scandali sessuali avrebbe osato fare l'ironica affermazione, che lui ha fatto a Milano, di aver "introdotto la moralità nella politica italiana". Il fatto che non sia stato sommerso di derisione riflette in parte il suo straordinario potere sui media. In nessun altro Paese occidentale ad un uomo che possiede tre TV commerciali sarebbe possibile diventare primo ministro".


Interessante anche la conclusione, che ventila la possibilità, che comincia a circolare, di dimissioni di Berlusconi per tornare ad elezioni se la Corte Costituzionale a inizio ottobre bocciasse il lodo Alfano.


Il "Times" è stato fondato nel 1785, qualche anno prima della Rivoluzione Francese e qualche decennio prima della nascita di Marx. Improbabile che sia comunista...