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giovedì 27 maggio 2010

molotov ai domiciliari

Giusto l'altro giorno vedevo un tg locale che parlava della scarcerazione delle due insegnanti incriminate per maltrattamenti all'asilo Cip e Ciop di Pistoia. Ad un certo punto del servizio specificano l'indirizzo della madre di una delle insegnanti presso cui questa si sarebbe recata ai domiciliari, in quel di Altopascio, seguito dalla zoomata sul numero civico della stessa casa... ho pensato: che idioti.
Ecco cosa è successo ieri:


domiciliari

giovedì 6 maggio 2010

Un'altra bella figura del nostro premier...

Oggetto: I: Lettera aperta a Belusconi della scrittrice albanese Elvira Dones

la scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle "belle ragazze albanesi".

In visita a Tirana, durante l'incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all'Albania. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze".

Oggetto: Lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Dones
NATA FEMMINA

"Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."
Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.
Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre,
affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
Questa "battuta" mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le donne albanesi

Merid Elvira Dones

"PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione spero sentano l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad altre persone.

grazie Elvira



venerdì 24 luglio 2009

Quando succedono cose come queste si ha paura...

Non includo il video perché parte da solo ed è una palla quando si apre la pagina, vedetelo a questo link:

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=28972&cat=cronaca

Riepilogo: Un ventenne, 2 omicidi e 26 feriti gravi in un sol colpo e.... al massimo 2 anni ma probabilmente neanche un giorno di carcere.

Cose come questa sono la causa della magior parte degli estremismi...

chi accusa indignato di odio e razzismo lega e altri secondo me ha il dovere di gridare allo stesso modo per queste cose (inoltre otterrebbe anche molti più risultati), solo risolvendo questi cancri di leggi e giustizia avremo una società migliore.

....finché ci saranno queste cose vedremo il razzismo, il rancore e l'odio nella società crescere sempre più.

Temete gente: un ventenne può uccidere voi e il vostro compagno/a quando vuole, essere colto in flagranza di reato, e non fare nemmeno giorno di carcere...

e con questo... buon w.e.,
Sauro

giovedì 16 luglio 2009

incidente in viale amendola...

I vigili passano col rosso sirena accesa all´ultimo



Investiti due ragazzi in motorino: lei è morta, lui al Cto


di Laura Montanari



L´auto dei vigili taglia il semaforo con il rosso e centra in pieno un motorino con due ragazzi a bordo. Lui, Edoardo Conti, 19 anni è alla guida e resta ferito alle gambe, lei, Carlotta Fondelli, 18, studentessa del liceo scientifico Santa Marta, muore poche ore dopo il ricovero alla rianimazione di Careggi dove arriva già in coma. L´auto dei vigili urbani non ha insegne, è una Punto bianca uguale a molte altre: ma viaggia in emergenza nella notte, con un lampeggiante mobile acceso e, secondo alcune testimonianze raccolte dai carabinieri, con una sirena intermittente, azionata a mano. Viale Amendola all´incrocio con via Duca degli Abruzzi e via Angelico. Da una parte l´archivio di Stato, dall´altra la caserma dei carabinieri. Lo schianto che travolge lo scooter Honda 125 dei due ragazzi avviene poco prima della mezzanotte. Il motorino ha appena superato il semaforo: proviene da via Duca degli Abruzzi. «Ho attraversato l´incrocio - racconta Edoardo che il giorno dopo in ospedale non sa ancora che la sua fidanzata è morta - Il mio semaforo era verde, ho sentito il suono di una sirena che partiva, tipo "Da Da", una sola volta. Un secondo dopo un´auto ci ha travolto. Non ho potuto fare niente, solo il tempo di gridare».

L´auto del nucleo antidegrado dei vigili nel viale procede verso piazza Beccaria. Alcuni raccontano che l´hanno vista rallentare, altri l´esatto contrario: che andava veloce. L´inchiesta aperta dalla procura dovrà chiarire la dinamica. Sulla Punto bianca ci sono quattro persone a bordo, tre vigili e, dietro, una giovane donna, cinese, appena fermata sul lungarno Dalla Chiesa, per sospetta prostituzione. L´emergenza è dettata dal fatto che quest´ultima è «agitata» spiegano dal comando e i vigili la stanno portando in questura per il fotosegnalamento. «Volete dire che quella sarebbe un´emergenza?» si chiede con rabbia un amico di Carlotta e di Edoardo. «Sono vigili urbani non la Misericordia, non c´era nessuno in fin di vita per usare i dispositivi di emergenza» racconta una signora che abita a 50 metri dal luogo dell´incidente. Nello stesso posto, all´altezza della fermata del bus in via Fra Giovanni Angelico, Marta, 26 anni studentessa universitaria racconta: «Ero in macchina con i finestrini abbassati, non ho sentito nessuna sirena, solo lo schianto terribile». Uno schianto così violento da lasciare a terra con una gamba rotta Edoardo (ora ricoverato al Cto con una frattura scomposta della gamba destra, dovrà essere operato nei prossimi giorni), e da far volare a diversi metri di distanza Carlotta che forse nell´impatto perde anche il casco. La ragazza è in un lago di sangue: «Non parlava» racconta uno dei primi soccorritori. Dietro l´auto dei vigili c´è una jeep dei carabinieri del battaglione che, sia pure a distanza, ha visto quello che è successo.



Subito viene chiamato il 118, in pochi minuti due ambulanze sono sul posto. La ragazza viene intubata e stabilizzata per poterla trasportare all´ospedale di Careggi. Arriva all´incrocio di viale Amendola anche il padre della ragazza, grida: «Mio Dio, mio Dio, chi me l´ha ridotta così?».

Passano altri minuti, il vigile alla guida è sotto shock, un altro tiene la testa fra le mani. L´ambulanza riparte con le sirene a tutto volume. A Careggi Carlotta viene trasferita in rianimazione, ma le sue condizioni sono disperate. Alle 13,30 di ieri i medici parlano di morte cerebrale. I genitori autorizzano l´espianto degli organi. «Chiediamo giustizia, questa volta i vigili devono pagare altrimenti non ci sono più ideali da insegnare a noi giovani» singhiozzano David e Andrea, due amici della ragazza.
(16 luglio 2009)






http://www.teampolizei.com/Videos/FirenzePolizia.mov
guardatevi qsto video del 2005 in cui un gumballista (corsa illegale con macchine potentissime) che si è finto un collega poliziotto e si è fatto scortare dalla stradale fino a FI-Certosa passando dal piazzale... per una cazzata hanno rischiato di mietere vittime x portare dei finti colleghi all'autostrada!

domenica 5 luglio 2009

I nuovi schavi

Ricapitoliamo. Il 2 luglio scorso il Senato approva in via definitiva il disegno di legge sulla sicurezza.


Tra le altre cose, viene approvato definitivamente il reato di clandestinità. Chi cioè entra o soggiorna in maniera illega­le in Italia commette reato.


Alle prime domande su cosa avverrà dei 500,000 immigrati che hanno già chiesto la regolarizzazione senza averla ottenuta (quindi criminali di cui il Viminale conosce le generalità!), il Ministro dell'Interno Maroni risponde che la legge non è retroattiva e che le badanti clandestine che già lavorano da noi sarebbero al sicuro. Qualcuno gli fa notare che la legge punisce non solo chi entra, ma anche chi soggiorna in Italia, ma tant'è.


Il 5 luglio il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, probabilmente incoraggiato dalle parole del Ministro, chiede addirittura una sanatoria per colf e badanti.


Lo stesso giorno altri Ministri dello stesso governo rispondono:



  • Calderoli che le sanatorie sono proibite dalla Comunità Europea e che non si può accettare che fatta la legge si trovi l'inganno. E poi di fronte ai suoi chiosa simpaticamente che stiamo parlando di badanti del sesso e della droga

  • Sacconi che non si può "semplificare" (che cosa?...)

  • ... (leggetele se ne avete voglia)


Delirio organizzato? Lotta ideologica? O furbizia italica? Sappiamo che 500,000 irregolari sono ufficialmente in attesa di permesso. Per quanto riguarda la sola Malattia di Alzheimer, che colpisce circa 500,000 persone in Italia, secondo il CENSIS circa la metà dei casi si avvale dell'assistenza di colf o badanti, nell'80% dei casi straniere. Verosimilmente nel sondaggio sono state "sottodichiarate" le badanti clandestine.


In Italia c'è un intera parte del welfare state che si appoggia sull'immigrazione clandestina. Cosa avverrebbe se a quest'esercito di persone si dovessero pagare stipendi regolari e contributi? Quante famiglie se li potrebbero permettere? E chi non se lo potrebbe permettere cosa potrebbe fare, se i nostri posti in Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA, la residenza per i disabili) sono largamente insufficienti? Senza tenere conto che solo il 10% dei familiari di malati di Alzheimer (per continuare ad utilizzare lo stesso caso) desidera mettere il proprio familiare in una residenza.


Sono i nuovi schiavi. E a noi fa comodo che restino tali. Abbiamo una legge che resterà largamente inapplicata, come Maroni indirettamente dice, ma che obbliga a lasciare i clandestini irrimediabilmente in clandestinità. Con in più la minaccia latente di un processo e un'espulsione (se non ti comporti bene...).


Di fronte a questo, fateci caso, rimbomba il sostanziale silenzio di CEI e Vaticano, a fronte delle parole sempre più sdegnate di molti Cattolici e uomini di Chiesa, che possono a buon diritto essere additati come oppositori del Governo (come ha detto in modo ridicolo Calderoli di Tettamanzi).


Una congiura del silenzio, coperta da molte confuse e vuote parole, sulla pelle delle persone.

lunedì 16 marzo 2009

Tastiere sicure...

io copio incollo i dati della carta di credito
così al max beccano CTRL+C e CTRL+V
e gni vo in cù


Intercettare ogni tastiera è possibile


Nessuna tastiera è completamente sicura: quelle via cavo, quelle wireless e persino quelle dei portatili sono tutte intercettabili, in un modo o nell'altro.


[ZEUS News - www.zeusnews.com - 16-03-2009]


Intercettare tastiera Barisani Bianco
Foto via Fotolia


La possibilità di intercettare i tasti premuti sfruttando le emissioni elettromagnetiche delle tastiere, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, è tutt'altro che remota: alla CanSecWest Conference di Vancouver, che si aprirà settimana prossima, sarà dimostrato proprio questo rischio.


Le ricerche di Matin Vuagnoux e Sylvain Pasini, ricercatori dell'Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, hanno dimostrato come siano a rischio sia le normali tastiere per Pc (collegate via cavo Usb o Ps/2), sia quelle wireless, sia quelle dei portatili; queste ultime sono quelle che pongono le maggiori difficoltà per via dei cavi più corti, che non svolgono bene la funzione di antenna.


Quelli ideati a Losanna non sono però gli unici metodi in grado di mettere a rischio la sicurezza dei Pc: i ricercatori Andrea Barisani e Daniele Bianco, di Inverse Path, hanno dimostrato come intercettare i tasti premuti su tastiere Ps/2 sia facilissimo.


Spendendo circa 500 dollari si può acquistare l'apparecchiatura necessaria, di cui fanno parte un oscilloscopio e un computer: stando fino a 50 metri di distanza dal computer bersaglio sarà così possibile capire che cosa l'utente ignaro stia digitando.


Le vecchie tastiere Ps/2 hanno il cavo che trasmette i dati vicino al cavo di terra, così vicino che "le emissioni del cavo dei dati passano a quello di terra, che agisce come un'antenna".


Da qui i segnali passano attraverso il Pc e la rete elettrica, da dove possono essere captati semplicemente inserendo un economico dispositivo apposito sulla rete di alimentazione: la frequenza delle tastiere Ps/s - spiegano i ricercatori - è molto specifica e facile da isolare anche in presenza di molte interferenze.


Esiste un ulteriore rischio, che questa volta riguarda gli utenti dei portatili: Barisani e Bianco dimostreranno alla CanSecWest come sia possibile risalire ai tasti premuti puntando un microfono laser verso lo schermo del laptop e misurando le vibrazioni originate dalla battitura sulla superficie del display.

giovedì 12 marzo 2009

Furto con clonazione del telecomando dell'auto

Ricevo, pare plausibile e che non sia una bufala e inoltro... cmq il mio telecomando della macchina non funziona più già da un po'...

"Nei giorni scorsi ho malauguratamente subito il furto della mia borsa di lavoro (con tanto di agenda e rubrica telefonica).
Vi segnalo - per vs. utile conoscenza - le modalità con cui è avvenuto il furto: avevo lasciato l'auto nel parcheggio di un autogrill (Autostrada del Sole, nei pressi di Lodi) proprio davanti all'ingresso, recandomi al bar per un caffé. Dopo 5-10 minuti sono tornato alla macchina e, senza accorgermi di nulla, sono ripartito. Una volta arrivato in ufficio e aperto il portabagagli, ho riscontrato - con mio grande sconforto - di aver subìto il furto della borsa di lavoro e di altri oggetti (tra cui una reflex digitale e varia strumentazione di misura, tutto materiale piuttosto costoso).
Preciso che alla ripartenza dopo la sosta all'autogrill, l'auto era chiusa e non presentava alcun segno di effrazione. Come hanno fatto?
In polizia, ove mi sono recato per sporgere denuncia, hanno confermato il mio atroce sospetto: esistono bande organizzate con tanto di sofisticati strumenti (scanner a radiofrequenza), in grado di "clonare" la frequenza dei nostri telecomandi di chiusura dell'auto! Per questi delinquenti, quindi, aprire le nostre auto diventa un gioco da ragazzi: uno con lo scanner si apposta nel parcheggio e, quando chiudiamo la macchina col telecomando, ne decodifica il segnale, quindi, con l'aiuto di un complice (che fa il palo, controllando i nostri movimenti), un attimo dopo che siamo entrati al bar apre la nostra auto con il telecomando "clone", prende tranquillamente quello che gli serve e, colmo della beffa, richiude la macchina con il telecomando. Il tutto in pochi secondi! Di fronte a questo sistema, l'unico modo per salvarsi è: chiudere le portiere a mano con la chiave e NON USARE ASSOLUTAMENTE IL  TELECOMANDO, specie quando si parcheggia in luoghi molto affollati e dunque a rischio (tipo autogrill, centri commerciali, ecc.).
L'unica cosa che mi chiedo, a questo punto, è: come mai se in Polizia conoscono già l'esistenza di questo tipo di furti, nessuno ha mai diramato una qualche avvertenza in tal senso tramite i media? Vediamo allora di aiutarci da soli, girando questo messaggio a tutti i nostri amici e conoscenti, affinché si possa scongiurare il propagarsi di questa piaga!"

martedì 3 marzo 2009

Un problema di diritti


Scrivo in merito all'appassionante dibattito avvenuto su questo blog, (vedi "I Medici non denunceranno, FNOMCEO: DOCUMENTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE SUL DDL "SICUREZZA", martedì 24 febbraio, e relativi commenti, già moltodensi per sopportare un mio ulteriore spunto,ed ecco perchè questo post).


La questione della denuncia da parte dei medici dei clandestini tocca, a mio parere, un tema più profondo di quando non si immagini, reso scottante dalle tragedie che il '900 ci ha insegnato possibili, quando viene meno la convinzione condivisa che gli uomini siano depositari di "diritti di natura".


Se il diritto naturale esiste, un uomo ne gode qualunque sia la sua posizione nei confronti dello Stato di provenienza o di approdo, qualunque sia la sua fedina penale, sporca o pulita, o le sue intenzioni di sporcarla domani col più efferato crimine che, mi permetto d'aggiungere, finchè non è compiuto, non è imputabile a nessuno, in uno stato di diritto.


Se, invece, affermo che il diritto naturale non esiste o su di esso prevale quello dei cittadini "di diritto" a cui i governanti dovrebbero dare la "precedenza", mi trovo nella situazione che, finchè appartengo ad una comunità, iscritta, registrata, riconosciuta come membro di essa, sono tutelata nei miei diritti civili e "personali" (la vita, la sicurezza, la libertà, la proprietà privata, almeno negli stati d'impronta liberale); ma se mi accade di essere... esiliata, fuggitiva, immigrante,deportata, s-comunicata, rifugiata, profuga, apolide, per qualsiai motivo, in quanto "senza stato"sono "senza diritti".


E' già successo che, anche in ambito filosofico doc, si sostenese che il diritto è solo nello e grazie allo Stato. Era, guarda un pò, nella Germania di Hegel, intorno al 1830, nella stessa Berlino dove, un secolo dopo fu possibile epurare, marchiare,ghettizzare, privare di casa, alloggi, assistenza, beni, deportare, infine sterminare milioni di persone dichiarate....extra-comunitarie.


Attenzione!!!!!!


Infine. Nel dibattito sopra citato, qualcuno chiede ai medici di non fare politica, ma il loro lavoro. Appunto, cioè curare e alleviare le sofferenze umane, senza alcuna altra considerazione. Di qui l'inaccetabilità della  politicizzazzione, militarizzazione, resonsabilizzazione di categorie come i medici e tutti i privati cittadini, ivitati a fare i giustizieri, che domani vdranno nell'altro nonun loro "simile" maunpericolososospteto da sorvegliare. A me sembrase sepmre più un  inferno orwelliano.. 

sabato 7 febbraio 2009

Medici obbligati alla delazione

Come avrete sentito il recente Ddl per la sicurezza, già approvato in prima lettura dal Senato, prevede la possibilità per i medici di denunciare gli immigrati irregolari.  La cosa di per sé potrebbe non sembrare così grave, se, come ha detto il Nostro, non si tratta di un obbligo, anche se questo sarebbe probabilmente un drammatico modo di allontanare gli stranieri clandestini dai Pronto Soccorso, con conseguenze facilmente immaginabili



  • sulla diffusione di malattie infettive (perché un clandestino con la TBC dovrebbe farsi espellere?)

  • sulla salute dei bambini le cui madri potrebbero temere una denuncia (non a caso i pediatri si sono schierati per primi contro il provvedimento).


Il problema ulteriore è che in realtà si tratta di un obbligo. Infatti un emendamento allo stesso disegno di legge prevede l'istituzione del reato di immigrazione clandestina. Il medico del Pronto Soccorso ha funzione di pubblico ufficiale e in quanto tale ha l'obbligo di denuncia dei reati per cui si deve procedere d'ufficio (compreso quindi quello di essere semplicemente un clandestino). Chi non lo fa potrebbe andare in contro al reato di omessa denuncia di reato (art. 361 c.p.).


Vi prego di aderire in ogni modo che potete avere alle proteste contro questo progetto di legge che rappresenta uno dei passi verso la barbarie che mi pare si stiano compiendo in questi giorni. Come ha detto il nostro Ministro dell'Interno, dobbiano essere "cattivi e determinati". Non ha specificato fino a che punto. La storia del Novecento dimostra che si può fare anche di meglio...



 

martedì 17 giugno 2008

Berlusconi: ritorno al futuro


Se vi fosse sfuggita, vi incollo per esteso la lettera che il Presidente del Consiglio (non uno qualsiasi) ha inviato al Presidente del Senato (non uno qualsiasi) e che costui ha letto in Aula.


Caro Presidente,


come Le è noto stamane i relatori Senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto "decreto sicurezza" un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale.


In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.


Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali.


I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica.


Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.


Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare.


Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto.


Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.


Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale.


La informo quindi che proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato.



 


Per la cronaca, nella lettera si fa riferimento al Processo contro Silvio Berlusconi e l'Avvocato inglese David Mills.


Se qualcuno aveva sperato che Silvio Berslusconi fosse "cambiato" forse si è sbagliato. Lo schema è sempre quello: io devo fare il bene del Paese e quindi devo difendermi dagli "attacchi" della magistratura contro di me.


Giova ricordare che



  1. come per molti altri processi in cui è stato coinvolto, i fatti non riguardano in nessun modo l'operato di Berslusconi come Presidente del Consiglio, quindi non hanno di per sé nessun carattere "politico"

  2. in USA uomini politici di spicco si sono dimessi per molto meno


Faccio notare che tutto questo viene inserito in un provvedimento urgente (Decreto Legge) finalizzato (si dice) a garantire la sicurezza dei cittadini.


E per favore non prendiamoci più per il culo con "aspettiamo, faccamolo lavorare..."


 

domenica 15 giugno 2008

La Giustizia delle Libertà 2

Aggiorno il precedente.



  1. Divieto di intercettazione telefonica per i reati con pene <10 anni (ad esempio ricettazione, usura, truffa, estorsione, aggiotaggio, rapina, furto, violenza sessuale, associazione a delinquere - esclusa quella mafiosa). Sembra sia esclusa la corruzione (ringraziare la Lega!)

  2. Reato di immigrazione clandestina

  3. Riduzione della possibilità di usufruire di sconti di pena e reinserimento sociale per i carcerati (c.d. Legge Gozzini)

  4. 2500 soldati in tutta Italia a "controllare l'ordine pubblico"


Riassumendo, si ottengono diversi scopi, solo in apparenza tra loro contraddittori (giustizialismo o garantismo?):



  • evitare gli sputtanamenti pubblici di chi deve "lavorare per il bene comune"

  • rendere più difficile il lavoro dei Magistrati, in modo da evitare che siano "troppo" efficienti nei confronti di chi ha i mezzi per difendersi

  • rendere in ogni caso più difficile la vita a chi non ha mezzi legali per difendersi

  • evitare inutili tentativi di reinserimento di chi è stato così coglione da farsi beccare e finire in carcere; meglio, come si dice, "buttare la chiave"

  • sempre più fumo negli occhi dei poveri cittadini che vedranno sfilare per strada splendidi (e utilissimi...) pattuglioni dell'esercito


Sembra proprio sia merito di Napolitano (Dio ce lo mantenga in salute), che si sarebbe rifiutato di firmare un eventuale decreto, che i punti 1) e 2) non sono già legge con procedura d'urgenza.


... con buona pace di chi aveva già visto la scomparsa di Destra e Sinistra... 


P.S. per gli affezionati della "certezza della pena" a tutti i costi. Secondo una ricerca del Ministero della Giustizia del 2007, il 20% di chi usufruisce delle misure alternative al carcere recidiva, contro il 70% di chi non vi usufruisce. Non è buttando la chiave che si riduce la criminalità...