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venerdì 23 luglio 2010

Barbara Berlusconi






Un colpo davvero duro viene mollato a tutti i precari, ricercatori e dottorandi che credono ancora nella bonta’ delle istituzioni accademiche. Il dritto e rovescio lanciati da Don Verze’, sacerdote rettore dell’Universita’ Vita Salute San Raffaele, sono arrivati immediatamente dopo la proclamazione della laurea triennale di Barbara Belusconi, alla quale e’ stata offerta seduta stante una cattedra di una novella Facolta’ di Economia. La notizia ha naturalmente fatto indignare studenti e docenti, creando anche una



rapida mobilitazione sui social network. Mentre milioni di studenti perdono tempo e denaro contro il muro della gerontocrazia, colpiti mortalmente dai continui tagli all’istruzione, sembra che l’unica strada percorribile sia riservata a chi ha cognomi di pregio.
Arrivata a 26 anni al conseguimento della Laurea triennale, la studentessa Berlusconi lascia serie perplessita’ sulla sua validita’ intellettuale rispetto ai colleghi: non una pubblicazione in suo nome, ne’ particolari qualita’ che l’abbiano vista svettare sugli altri. Solamente una docente dell’Ateneo si e’ esposta pubblicamente per protestare contro questa decisione attraverso una lettera al prete rettore, amico di vecchia data del premier, spiegando quanto questa vicenda di servilismo sia umiliante per studenti, docenti e il mercato del lavoro tutto.

venerdì 5 dicembre 2008

Mancano i soldi per la pubblica istruzione ma...

La Conferenza Episcopale Italiana (Cei) si è detta preoccupata oggi riguardo il destino
delle scuole pubbliche non statali, riguardo tagli previsti dalla finanziaria 2009, e ha esortato
il governo a mettere in atto gli impegni assunti riguardo lo stanziamento di fondi da destinare
agli istituti paritari.

"Siamo preoccupati, come emerso anche di recente da diverse voci del mondo cattolico,
per il destino delle scuole pubbliche non statali", ha detto la Cei in una nota. "Tuttavia, pur
consapevoli del momento economico e sociale che il Paese sta attraversando, confidiamo
negli impegni che il governo ha assunto pubblicamente", ha aggiunto.

L'ufficio legislativo del gruppo del Pdl in Senato ha tuttavia precisato a Reuters, in risposta alle
preoccupazioni sollevate dai vescovi, che i fondi per le scuole private verranno ripristinati con
un emendamento che prevede lo stanziamento di 120 milioni per il 2009.


Il taglio originario era di circa 130 milioni di euro.


(da fonte Reuters ,ripresa dai principali quotidiani)


O come è che per questi si trovano su 2 piedi 120 milioni?

Ma se si facesse un bel decreto che abolisse l'istruzione obbligatoria non statale, dal momento che l'istruzione dovrebbe essere un diritto costituzionale garantito comunque per tutti dalla Repubblica?

giovedì 13 novembre 2008

Dobbiamo proprio tagliare sulla ricerca?

Fonte dati: rapporto ISTAT 2008 relativo alla percentuale del PIL dedicata a Ricerca e Sviluppo (R&S) nei diversi Paesi europei


ricercaScarica il file.ppt


ricerca italia








































C'è bisogno di spiegare perché domani c'è bisogno di manifestare? C'è bisogno di spiegare perché l'ulteriore taglio del 30% potrebbe essere fatale all'Università? Senz'altro si può spendere meglio, francamente non credo si possa spendere meno. Insisto, non è il problema di tirare la cinghia (che, comunque, toccherà a tutti): si tratta di decidere se vogliamo che l'Università pubblica sopravviva.


Tra parentesi, fa amarezza che un sindacato si sia ritirato dalla protesta avendo avuto qualche promessa sui salari. Qui ci si chiede come non far andare a fondo la nave e qualcuno è contento perché gli danno un po' di pane dalla cambusa...

mercoledì 5 novembre 2008

Le falsità e le mezze verità sul sistema di istruzione in Italia

Le falsità e le mezze verità sul sistema di istruzione in Italia
Documento approvato all’unanimità, su proposta del suo Presidente Prof. Massimo Marrelli, dalla Consulta del Polo delle Scienze Umane e Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II nella riunione di martedì 28 ottobre 2008


Uno stralcio:

Quanto si spende in proporzione al PIL?



  • La proporzione di tutta la spesa in istruzione sul PIL in Italia è pari al 4,9%, la media OCSE è pari al 6,2%; l'Italia è diciassettesima di 24 paesi in questa graduatoria. Tanto va detto per coloro che sostengono che da noi si spende più della media europea.

  • Per l'Università tale valore è pari allo 0,9 % del PIL mentre la media OCSE si attesta al 1,4%

  • Se si vuole ulteriormente analizzare il dato aggregato si osserva che questa percentuale per le materne è pari all'0,5% pari alla media europea, per le primarie e medie inferiori 2,1% contro il 2,5% della media e per le superiori è pari al 1,3% di nuovo uguale alla media. Per le Università, si è detto. Si osservi però che la durata istituzionalmente prevista degli studi dalle materne al diploma di scuola superiore è da noi maggiore della durata media degli studi nei paesi OCSE


Quanto si spende in Istruzione sul totale della Spesa Pubblica.



  • In Italia si spende il 9% della spesa pubblica in Istruzione; nei paesi OCSE il 12,4%.

  • In particolare per l'Università si spende solo il 1,6% del totale della spesa pubblica contro il 3,1% dei paesi OCSE. Se si tiene conto che la percentuale del totale della spesa pubblica sul PIL è una delle più alte dei paesi OCSE e quindi va ridotta, ci si chiede è proprio l'istruzione dove bisogna tagliare?


Per il resto...
http://www.innovazionediritto.unina.it/archivionewsletter/0808/evid_01a.html

lunedì 3 novembre 2008

Purtroppo si vede sempre tutto nero o tutto bianco

Ciao,

mi sono aggiornato un pò sui vostri ultimi post, ........ mi sembra però che si veda sempre tutto nero o tutto bianco.... mi sbaglierò ma non leggo una critica al centrosinistra ed al suo modo colpevolmente innocuo di fare opposizione.
Leggo critiche feroci ai vari Brunetta e Gelmini, che mi trovano d'accordo, ma in un modo penso più obbiettivo. Nei vostri commenti ci vedo gli stessi interessi di parte che le lobby degli avvocati, dei tassisti, dei notai avevano contro Bersani. Anche lì, c'era da scandalizzarsi perchè si osava dire che forse andava contrastata l'evasione fiscale...... Apriticielo!!!! Anche i ricchi piangano? Comunisti di merda! Come osi pensare che abbia la barca evadendo il fisco? Mi discrimini perchè dichiaro meno di un operaio ma, a differenza sua, non compro la Gazzetta delle Sport il lunedì e così ho messo i soldi da parte per la barca?

Ognuno qui si scalda non appena gli toccano l'orticello, come giustamente ho letto in una post di Utente anonimo. Sono antiberlusconiano, però mi chiedo perchè invece di scandarizzarsi per Brunetta, gli statali che da SEMPRE sono dei privilegiati non si fanno un esame di coscienza, e si chiedono se non sia il caso di guardarsi dentro ed iniziare a capire che forse non è giusto continuare a percepire una retribuzione a carico dei contribuenti e lavorare, diciamo, con pochissimi stress. Perchè non viene fatta un pò di sana autocritica? Perchè non vengono denunciati i casi di assenteismo, di malattia per farsi la settimana bianca, di doppio lavoro?
Dite che nella scuola ne verranno assunti 1 su 5? Ebbene almeno ai miei tempi l'Università era piena di Prof, Ricercatori, Assegnisti, che però portavano un contributo quasi nullo alla ricerca perchè non ci sono i laboratori, non ci sono contatti con il mondo del lavoro.... le persone più brave del mio corso se ne sono guardati bene dal rimanere in facoltà. Chi è rimasto è rimasto giusto per prendere uno stipendiuccio e non fare praticamente un cazzo..... siamo sinceri via.... Vogliamo parlare di Alitalia? I piloti sono nervosetti? Ci sono 13 piloti per aereo, questo vuol dire che mediamente un pilota lavora due tre giorni al mese, e guadagna 120000 Euro/anno (e si tromba le hostess).... e si lamenta!! Lui!E la sinistra lo difende!! Avete sentito dire qualcuno di prendere il contratto di Air-France, British, Lufthansa, (lasciamo fare le low-cost, quelli sono lavoratori da miniera, vero?), e di adeguarsi? Come stipendi, ma anche come lavoro? I nostri equipaggi vengono PAGATI per fare tutte le volte il viaggio da Roma a Milano in aereo/treno, vitto e alloggio, indennità di trasferta..... avete sentito qualche sindacato dire che era uno SPRECO ENORME?? Allora cari amici, se loro son così bravi, facciamo come Swiss Air e Sabena (Svizzera e Belgio, non Congo belga), che son fallite e dopo 3 giorni hanno ripreso a volare, e chi non era d'accordo si è cercato un altro lavoro.... Sono antidemocratico, fascista, antisociale? Provate a chiedervi cosa succede se chiude un'Azienda di 50 persone che magari hanno sempre lavorato bene generando un costante attivo di bilancio, ma il cui imprenditore ritiene più conveniente spostarsi in Ungheria (vedi Electrolux, Ciatti,...). Suvvia!!!!!!! Quindi, se vogliamo essere un paese civile, smettiamola di farci le barricate l'un l'altro qualunque cosa il nostro "avversario" dica..... non c'è più il muro di Berlino, nel frattempo c'è una crisi mondiale per cui se una persona comune, volenterosa e lavoratrice, con ottimo spirito d'iniziativa, volesse fare impresa e creare posti di lavoro, probabilmente si vedrebbe negare un qualunque prestito dalle banche. Lo stesso dicasi per tutte le persone/Aziende private sane che, in una giusta logica imprenditoriale (e non speculativa) si sono esposti con investimenti di vario tipo ed adesso si possono trovare in grave difficoltà finanziaria, mettendo in grave pericolo il tessuto socio-economico che si regge, passatemelo, sulla piccola/media impresa.
P.S. Dite ai vostri amici sindacalisti di andare una domenica mattina all'IKEA, prima di arrivarci sulla destra vedranno chiaramente dei magazzini dove centinaia di lavoratori cinesi vivono in regime di semischiavitù, senza i minimi requisiti di sicurezza. Tutto OK?

domenica 26 ottobre 2008

«Veltroni  si dovrebbe rassegnare: ha perso e per cinque anni non c'è più niente da fare. Invece di fare manifestazioni, dovrebbe andarsi a riposare, per prepararsi a fare una bella campagna elettorale tra cinque anni, ci lascerebbe così lavorare meglio e con più profitto per gli italiani».


Queste le parole di un autentico democratico. E tanto per rassicurarci sul fatto che "lavora bene e con profitto", poco dopo soggiunge:


«Hanno usato strumentalmente la scuola. Pensate all'università, non abbiamo ancora fatto nulla e già ci hanno mosso critiche e mosso gli studenti nelle strade con una strumentalizzazione difficilmente definibile anche di studenti e bambini».


Chissà se faceva qualcosa... ma lo sa che la legge 133 (di cui parlo in un post precedente) è già legge dello Stato da agosto 2008?

mercoledì 22 ottobre 2008

Università davvero in pericolo!

Spero che vi sia giunta all'orecchio la notizia della grande manifestazione in difesa della scuola e dell'Università di martedì scorso (40000-60000 persone solo a Firenze). Era da un po' che non tornavo in piazza, ma credo che stavolta sia proprio necessario mobilitarci.


In particolare per quanto riguarda l'Università e gli enti di ricerca pubblica, la legge 133 (già approvata alla chetichella in estate, coglioni noi...), mi pare rischi di essere proprio un "salto di qualità", non sono i "soliti" tagli... Nello specifico (cito da dica133)


1) riduzione del turn-over al 20% per le Università (su 5 che vanno in pensione 1 solo verrà assunto) nel periodo 2009-2013 con la seguente riduzione di finanziamento (-64 milioni-euro nel 2009, -190 milioni-euro nel 2010, -316 milioni-euro nel 2011, -417 milioni-euro nel 2012, -455 milioni-euro nel 2013).


2)  Il finanziamento dell’abolizione dell¹ICI sulla prima casa per le famiglie con redditi alti si basa tra gli altri sul decreto legge n. 93/2008 che ridurrà ogni anno (fino al 2013) di 467 MILIONI DI EURO il fondo statale di finanziamento ordinario delle università.


Sommando i soli tagli all¹università provenienti da ICI e turn-over si ha che nel quinquennio 2009-2013 ci sarà una riduzione di quasi 4 miliardi di euro (circa 8.000 miliardi delle vecchie lire!!).


3) Nella legge n. 133/08 viene inserita una norma che concede la possibilità alle università italiane di trasformarsi in fondazioni private. Sono del tutto evidenti i rischi per l¹autonomia degli atenei e dei docenti oltre che per quei settori e ambiti di ricerca che non sono appetibili sul piano economico. Di fatto il combinato disposto ­ taglio indiscriminato delle risorse e possibilità di trasformazione in fondazione privata ­ rischia di modificare il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione estremamente
debole e con accessi differenziati in base al censo.


4) Concreto e prossimo rischio di licenzialmento per i precari. Infatti l’articolo 49 della legge 133/2008 non permette l’utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell’arco del quinquennio ultimo e il 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter d¹approvazione parlamentare blocca la procedura delle stabilizzazioni. Come dire: lavoro precario non più, lavoro a tempo determinato mai più.


Oltre alla petizione che trovate sul sito che vi ho segnalato (fatto dai precari di Scienze Politiche di Firenze), non posso non ricordarvi


- la manifestazione nazionale per la scuola a Roma il 30.10 p.v.


- la manifestazione nazionale per l'Università e la ricerca a Roma il 14.11 p.v.


Temo che non riusciremo a fermarli, ma almeno credo ci si debba provare...

sabato 18 ottobre 2008

Gli scienziati americani ci vedono così...

La prestigiosa rivista scientifica americana "Nature" pubblica un editoriale, dal titolo "Tagli spietati", in riferimento alla politica del governo Berlusconi sulla ricerca, definita stolta (unwise) e poco lungimirante (short-sighted). 


Solida anche l'obiezione alla geniale affermazione di Brunetta ("i ricercatori sono un po' come capitani di ventura, se li stabilizziamo li facciamo un po' morire"), in cui si ricorda che, perché la ricerca sopravviva, è necessario mantenere un "sano" rapporto numerico tra personale stabilizzato e precario.


Saranno comunisti? O forse il fragile e criticabile sistema della ricerca in Italia è davvero a rischio?