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martedì 29 settembre 2009

stasera tutti al cine o in disco?

 http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=382443


"Brunetta torna all’attacco dal suo programma radio su Rtl 102,5, Il Brunetta della domenica: «Lo Stato deve finanziare la cultura, ma mescolare cultura e spettacolo è un imbroglio, dunque io dico: non diamo un euro ai film, si arrangino. Lo Stato ha il dovere di finanziare la cultura che vuol dire varie cose, dalle biblioteche ai restauri. Altra cosa però è lo spettacolo»."




 

"Lo Stato ha il dovere di finanziare la cultura, dalle biblioteche ai restauri, ma lo spettacolo è un'altra cosa. Ma perché finanziamo il cinema? Forse che finanziamo il piano bar o la discoteca? E anche i giornali devono andare sulle loro gambe"



Ma perché è capitato a noi!? Ma qualcuno gli spiega la differenza tra un piano bar e Fellini? Capitemi, vi prego, questo rovina definitivamente la già scarsa fama dei "bassi", ma quanti nani avvelenati dobbiamo sorbirci ancora...con buona pace del grande De André! ( e detto da me, che davvero alta non sono significa disperazione!)


Ora capisco che i media forniscano esempi di "spettacolo" veramente, quelli sì, bassi bassi, e che per vedere un film decente si debba aspettare la notte fonda o infilarsi in cineforum di nicchia, capisco che il boom del botteghino lo raggiunga il film panettone e che a certa gente l'arte appaia come gingillo inutile, ma ci vuole davvero coraggio per occupare una poltrona di ministro e fare dichiarazioni del genere. Come se poi l'Italia investisse miliardi in cultura! Ma si può fare qualcosa contro questa deriva avvilente, oltre che sorprendersi e indignarsi?! Vi prego chi avesse un'idea, qualsiasi, operativa, pragmatica per uscire da sto tunnel la scriva...ci sto!!!!


 



martedì 24 febbraio 2009

Harvey Milk


Sean Penn ha vinto strameritatamente l'Oscar come migliore attore per Milk, film dedicato alla vita e alla tragica morte del primo attivista gay statunitense ad una carica pubblica, come consigliere comunale di S. Francisco, nel 1977.


http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=12612


Vi giro l'ottima recensione e vi invito a vedere queto film per i seguenti motivi:



  1. S.Penn è mostruosamente bravo, sensuale, vero, carismatico, camaleontico. Riesce a inchiodarti e ti mostra con una naturalezza totale quanto l'amore e l'erotismo...non abbiano sesso, ma solo bellezza da regalare, costringendoti, anche a scoprirti più inibito e più spaventato di quanto non vorresti a riguardo

  2. Il film è americano a dimostrazione che, nonostante tutto, l'America resta, almeno una parte di essa, capace di affrontare senza remore questioni scottanti fuori dagli schemi, oppure dentro certi schemi ma col coraggio della provocazione. nessun regista o attore italiano potrebbe, temo, eguagliare il livello di questo film, nè per doti artistiche (sigh!!!!), nè per coraggio.

  3. La storia. Io mi sono vergognata, da laureata in storia, di non aver mai saputo, se non in maniera vaghissima, che esistesse una lotta per i diritti civili gay datata anni '60-70 con illustri prcedenti nel passato, parallela alle altre più note per gli afro-americani e per le donne. Certo non è esattamente una pagina di storia da manuale italiano, no? Noi la questione la lasciamo a Povia....

  4. La speranza. E' la parola finale del film, un invito a credere che la strada della libertà, anche se insanguinata, è più lunga, luminosa e longeva (chi ha visto il film capisce), della "banalità del male".


Guardatelo!