Visualizzazione post con etichetta omosessualità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta omosessualità. Mostra tutti i post

mercoledì 2 settembre 2009

Chiesa e prudenza

http://www.corriere.it/politica/09_settembre_02/La_prudenza_mancata_e_le_conseguenze_di_un_danno_enorme_vittorio_messori_b7b08caa-977f-11de-b29b-00144f02aabc.shtml


Vi prego leggete quest'articolo di  Vittorio Messori, uscito oggi sul Corriere della Sera. L'esimio scrittore cattolico, rinnovando stima e solidarietà con Boffo, si arrampica in un elogio della "prudenza", sostenendo che vicende oscure e dubbie come quella che ha coinvolto l'Avvenire apportino danno all'immagine della Chiesa. Vi copio i passi per me salienti:


"Praticando la storia della Chiesa, ne ammiravo una costante: cardinali e vescovi hanno sempre accom­pagnato a ogni virtù quella della pruden­za, vegliando occhiutamente per stornare i pericoli.


Ci chiediamo che sia successo ora. In ef­fetti, dopo la sentenza del 2004, la pruden­za tradizionale avrebbe suggerito di chiede­re al «condannato» di defilarsi, assumen­do altre cariche, meno esposte a ricatti e a scandali. E questo anche se si fosse tratta­to di un equivoco, di una vendetta, di un errore giudiziario.


Plutarco loda Cesare che ripudiò la mo­glie sulla base di sospetti inconsistenti, di­cendo che il prestigio del Capo di Roma non tollerava ombre, pur se inventate. La sentenza di Terni è contestabile? Tutto è davvero una «patacca»? Se sarà dimostra­to, come crediamo e speriamo, tireremo un sospiro di sollievo. Ma, intanto, un uomo immagine della Chiesa italiana ha campeggiato e campeggerà a lungo sulle prime pagine, sospettato dei gusti «diversi» la cui ombra grava oggi, più che mai, sugli ambienti clericali.


Il caso prima o poi sarebbe venuto alla luce, e in modo malevolo: perché, allora, attendere 5 anni senza cautelarsi, diminuendo la visibilità? E questo, pure in caso di coscienza limpida. Se un giornale ha «sbattuto il mostro in prima pagina», è perché car­dinali e vescovi cui competeva non lo han­no destinato ad altri incarichi, lontani dalle aggressioni politiche. "


ora, a parte il fatto che se fossi omosessuale mi girerebbero parecchio le scatole (gusti "diversi", da chi? e poi "gusti"? come quelli del gelato...che volgarità! per non parlare di «sbattuto il mostro in prima pagina»)


Ma poi, vi sembra che Gesù Cristo si sia mai peritato, per prudenza e rispetto al prestigio di chiccessia, di dire o fare alcunchè di sconveniente nella sua vita, fino a morire di una delle più infamanti morti del tempo? O forse i pubblicani e le prostitute del vangelo esibivano certificati di eterosessualità per essere ammessi alla sua tavola?


Quanto al fatto che nella storia (scusami Messori ma tu mi tocchi in un nervo scoperto...) gli alti prelati abbiano "accom­pagnato a ogni virtù quella della pruden­za, vegliando occhiutamente per stornare i pericoli"... mi verrebbe da osservare: i pericoli per chi? No, perché dopo le crociate, gli Indios, le streghe e gli scienziati scomunicati, si potrebbe dubitare che, almeno nel '900, tale atteggiamento prudente ( verso "uomini della provvidenza", teorici dello sterminio di massa, e via dicendo) abbia proprio premiato...Forse qualche voce più fiera contro la barbarie umana avrebbe potuto levarsi e, dico la verità, qualunque uomo di chiesa se ne fosse assunto la responsabilità, nessuno avrebbe fatto caso ai suoi "gusti", diversi o non.


 

martedì 24 febbraio 2009

Harvey Milk


Sean Penn ha vinto strameritatamente l'Oscar come migliore attore per Milk, film dedicato alla vita e alla tragica morte del primo attivista gay statunitense ad una carica pubblica, come consigliere comunale di S. Francisco, nel 1977.


http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=12612


Vi giro l'ottima recensione e vi invito a vedere queto film per i seguenti motivi:



  1. S.Penn è mostruosamente bravo, sensuale, vero, carismatico, camaleontico. Riesce a inchiodarti e ti mostra con una naturalezza totale quanto l'amore e l'erotismo...non abbiano sesso, ma solo bellezza da regalare, costringendoti, anche a scoprirti più inibito e più spaventato di quanto non vorresti a riguardo

  2. Il film è americano a dimostrazione che, nonostante tutto, l'America resta, almeno una parte di essa, capace di affrontare senza remore questioni scottanti fuori dagli schemi, oppure dentro certi schemi ma col coraggio della provocazione. nessun regista o attore italiano potrebbe, temo, eguagliare il livello di questo film, nè per doti artistiche (sigh!!!!), nè per coraggio.

  3. La storia. Io mi sono vergognata, da laureata in storia, di non aver mai saputo, se non in maniera vaghissima, che esistesse una lotta per i diritti civili gay datata anni '60-70 con illustri prcedenti nel passato, parallela alle altre più note per gli afro-americani e per le donne. Certo non è esattamente una pagina di storia da manuale italiano, no? Noi la questione la lasciamo a Povia....

  4. La speranza. E' la parola finale del film, un invito a credere che la strada della libertà, anche se insanguinata, è più lunga, luminosa e longeva (chi ha visto il film capisce), della "banalità del male".


Guardatelo!