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sabato 28 aprile 2012

Programma ideale del partito ideale basato sulla riduzione delle diseguaglianze e delle ingiustizie


Qualcuno vuole aiutarmi ad aggiungere o modificare qualcosa?
  • riduzione degli stipendi dei dirigenti pubblici ad un max di 150.000 euro l'anno, comprese le partecipate
  • pensioni d'oro ricondotte all'equivalente del sistema contributivo od a 5.000 euro al mese
  • 2 camere con 150 parlamentari ciascuna
  • abolizione dei privilegi pensionistici e non a parlamentari e politici
  • abolizione di ogni contribuzione statale alla Chiesa cattolica ed a tutte le religioni
  • abolizione dell'8 per mille, resta il 5 per mille da devolvere ad associazioni o religioni
  • riduzione dello stipendio dei parlamentari a 5.000 euro al mese più concessione abitazione a Roma per il periodo del mandato
  • massimo 2 mandati per parlamentari ed ogni altra carica politica
  • patrimoniale dello 0,5% sui patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, 1% sopra i 5 milioni, 1,5% sopra i 10...
  • potenziamento delle energie rinnovabili
  • abolizione delle accise
  • Riduzione delle spese militari, con blocco delle commesse per i cacciabombardieri
  • ...

giovedì 27 gennaio 2011

rimuoviamolo


Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. E’ la Repubblica che deve rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà dei cittadini e la loro effettiva partecipazione.




(art.3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese)




 



Ma cos’è la Repubblica? E’ l’Italia stessa la cui sovranità è del popolo ossia di tutti i suoi cittadini.




(art.1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione)




 



Cosa devono fare i cittadini? In presenza di un soggetto anche istituzionale che aumenta la propria libertà a discapito della libertà dei cittadini, questi hanno l’obbligo morale e civile nonché costituzionale di rimuovere questo ostacolo.




(art.2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale)




Ora mi domando: come può esistere la possibilità che un cittadino italiano venga chiamato dai giudici a rispondere di accuse comunque sostenute da prove almeno di una qualche apparente fondatezza e lui possa decidere di non presentarsi?



Possiamo noi italiani prenderlo di peso e portarcelo? Qualche altra idea?


martedì 16 novembre 2010

Come ci vedono dall'estero

come ci vedono

da: http://www.repubblica.it/politica/2010/11/16/news/newsweek_berlusconi-9160225/

Il Guardian:

"Diventa sempre più difficile capire che cosa debba fare ancora Silvio Berlusconi per essere cacciato. Nella maggior parte dei Paesi, soltanto uno delle decine di scandali che lo hanno visto coinvolto sarebbe bastato per finirlo politicamente. Ogni volta che ne esplode uno nuovo, più sordido e incredibile del precedente, viene da pensare che questa volta non riuscirà a scamparla. Si pensa, speranzosi, questa volta non riuscirà a sopravvivere ad una sentenza che afferma che ha corrotto un avvocato perché testimoniasse il falso. O a scrollarsi di dosso la montagna di prove a sostegno del fatto che organizza con regolarità orge con escort a pagamento, nelle sue residenze private e ufficiali. Invece è ancora al potere, ancora il leader di uno dei paesi più colti ed importanti d'Europa. Dopo tutti questi anni, continua a sembrare incredibile". La conclusione è che "l'unico modo per liberare la politica italiana dalla sua immensa e deleteria influenza sarebbe che morisse, oppure che il Paese subisse una completa e programmatica deberlusconizzazione, nel tentativo di tornare alla normalità dopo 20 anni di lavaggio del cervello televisivo". Fra le due è più probabile la prima, si legge sul Guardian, "anche se appare molto lontana". 



sabato 2 gennaio 2010

Lettera ad una figlia di emigrante

Cara Maria,
ti scrivo sull'eventualità di trasferirti in Italia...

Non lasciarti fregare dal clima.

Ha ragione Metternich, siamo un'espressione geografica, una penisola che si getta in mezzo al mare e semmai una nazione abusiva che non si merita niente.
Un colpo di culo di mille disperati che 150 anni fa ci ha trasformati in una barzelletta agli occhi di tutto il mondo.

Non farti fregare da due spaghetti e un trancio di pizza.

Ha ragione tuo padre, solo chi è stato all'estero può sapere che differenza c'è tra una nazione vera ed uno scherzo della politica e chi ti consiglia ti tornare nel luogo natio dei tuoi cari vuol dire che non sa proprio cosa ti sta consigliando.

Siamo un popolo che si è lasciato ottenebrare dalla tecnologia di bassa lega, prima la tv (in mano a degli oligarchi di basso profilo e con delle intenzioni pessime), oppure più di recente l'attenzione ai cellulari: c'è gente che ne ha ben tre (per fare cosa? neanche che gli italiani fossero maghi nella bilocazione - o tricolocazione!).

Siamo un popolo di furbi che con la coscienza illibata vota altrettanti politici furbi pensando di essere nel pieno delle proprie facoltà mentali e cognitive e forse neanche tanto inconsciamente spera di ricevere un ritorno di qualche genere, un aiuto, una raccomandazione, un'agevolazione, se non un'elusione od un'evasione di tasse o di altri obblighi.

Noi? Noi non abbiamo coraggio, siamo codardi, forse frenati dal timore di perdere le amicizie, i nostri cari, i contatti fin qui instaurati, o forse anche dal timore dell'ignoto (che poi è una scusa, non è neanche tanto ignoto il fatto che all'estero staremmo meglio).

Eravamo un paese con un'istruzione ottima che dava una cultura generale ben superiore alla media mondiale ed ora invece stiamo scendendo sempre di più.

Eravamo un paese in cui i giovani non avevano il mito della sbronza, semmai la cultura del vino, dell'assaggio e del gusto e invece negli ultimi 10 anni siamo riusciti ad importare anche questa piaga sociale. Quando vedo passare o sento parlare ragazzi delle superiori o dell'università e sento che programmano la serata con così tanto alcool da mandare a fuoco l'intera città, un'enorme tristezza mi pervade per loro e per il loro ed il nostro futuro.

Quindi concludo con un'esortazione: se vuoi aumentare le possibilità di un futuro roseo e pieno di speranza, scegli un paese qualsiasi diverso dall'Italia dove lavorare e vivere: se proprio vuoi, passa di qui per un saluto o una vacanza, sarai sempre ben accetta, perché tra le poche cose buone di questo paese c'è che ti può capitare (non sempre) di incontrare gente aperta ed accogliente che si può fare in quattro per aiutarti perché magari ne ha già passate di cotte e di crude.

Poi, se non vuoi accettare il consiglio, fai come credi, ma sappi che è disinteressato e con cognizione di causa.

Sinceramente, Riccardo.

sabato 3 ottobre 2009

La miglior domanda degli ultimi 150 anni

La miglior domanda degli ultimi 150 anni: come si fa ad aprire la mente e convincere milioni di beoti (mi scuso con gli abitanti della Beozia) rintronati dalla tv?

mercoledì 3 giugno 2009

Appello per le elezioni europee

Questo post non è rivolto a chi nel week-end soddisfatto voterà Berlusconi. Francamente, non saprei che dirgli.


Vorrei ragionare a chi non voterà perché schifato dalla politica e deluso dal Partito Democratico, o a chi voterà Italia dei Valori (voto di protesta?). Vi scrivo perché non sono d'accordo (anche se so che farò arrabbiare gli amici dipetristi).


1) Come molti hanno scritto, la distanza in voti tra PdL (sicuro vincitore) e PD sarà determinante. Se, oltre a perdere il PD viene travolto, il re avrà una legittimazione in più a fare il bello e il cattivo tempo.


2) A chi dice "ma il PD non ha fatto opposizione, IdV invece..." rispondo che ricordare quotidianamente la disonestà del premier è utile ma non basta, e che quando questo viene fatto in modo smaccatamente fazioso (cosa che a Tonino riesce benissimo...), forse è anche controproducente. E non basta perché, a parte la questione morale, non ho idea di cosa pensi IdV sull'economia, la politica internazionale, la bioetica; anzi ho idea che potrebbe pensare qualunque cosa, a seconda di cosa fa guadagnare più voti...


3) Si dice che il PdL non conosce democrazia al suo interno e che Berlusconi si candiderà in modo truffaldino in tutte le circoscrizioni, quando non andrà mai in Parlamento europeo. Esattamente le stesse cose si possono dire di IdV ("creatura" di Tonino) e della sua candidatura in tutte le circoscrizioni.


4) Si dice che il PD non ha identità, che difende i diritti dei lavoratori ma strizza l'occhio alle imprese, che è laico ma è influenzato dagli orientamenti della Chiesa, che si interessa a volte troppo poco dei diritti di immigrati e carcerati, a volte troppo poco della sicurezza dei cittadini. Tutto vero. Ma riuscite a immaginare un progetto politico vero che non sia in grado di tenere conto insieme queste diverse esigenze? Gli estremisti al potere li abbiamo già, e siamo a discutere se e quando medici e presidi debbano essere delatori di malati e bambini senza documenti. Dall'altra parte (sinistra) mi pare ci sia solo quello che l'efficace Guzzanti-Bertinotti chiama il "voto dilettevole" (contrapposto al voto utile).


Insomma, il PD è ancora un embrione, ma, come direbbe la Binetti, non abortiamolo! Io alternative all'orizzonte per un cambiamento della politica italiana nei prossimi anni non ne vedo...

martedì 2 giugno 2009

Nazione fa rima con emozione...

Servizio di oggi del TG1 sulla parata militare del 2 giugno.


Limitatevi pure ad ascoltare da 1:25 a 1:40, secondo me ne vale la pena...


http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b16557f7-3e8c-4e42-9a1e-e54548c7a60c.html


Meno male che il patriottismo forma le menti dei giovani...