giovedì 6 maggio 2010
Un'altra bella figura del nostro premier...
la scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle "belle ragazze albanesi".
In visita a Tirana, durante l'incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all'Albania. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze".
Oggetto: Lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Dones
NATA FEMMINA
"Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."
Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.
Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre,
affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
Questa "battuta" mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le donne albanesi
Merid Elvira Dones
"PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione spero sentano l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad altre persone.
grazie Elvira
domenica 5 luglio 2009
I nuovi schavi
Ricapitoliamo. Il 2 luglio scorso il Senato approva in via definitiva il disegno di legge sulla sicurezza.
Tra le altre cose, viene approvato definitivamente il reato di clandestinità. Chi cioè entra o soggiorna in maniera illegale in Italia commette reato.
Alle prime domande su cosa avverrà dei 500,000 immigrati che hanno già chiesto la regolarizzazione senza averla ottenuta (quindi criminali di cui il Viminale conosce le generalità!), il Ministro dell'Interno Maroni risponde che la legge non è retroattiva e che le badanti clandestine che già lavorano da noi sarebbero al sicuro. Qualcuno gli fa notare che la legge punisce non solo chi entra, ma anche chi soggiorna in Italia, ma tant'è.
Il 5 luglio il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, probabilmente incoraggiato dalle parole del Ministro, chiede addirittura una sanatoria per colf e badanti.
Lo stesso giorno altri Ministri dello stesso governo rispondono:
- Calderoli che le sanatorie sono proibite dalla Comunità Europea e che non si può accettare che fatta la legge si trovi l'inganno. E poi di fronte ai suoi chiosa simpaticamente che stiamo parlando di badanti del sesso e della droga
- Sacconi che non si può "semplificare" (che cosa?...)
- ... (leggetele se ne avete voglia)
Delirio organizzato? Lotta ideologica? O furbizia italica? Sappiamo che 500,000 irregolari sono ufficialmente in attesa di permesso. Per quanto riguarda la sola Malattia di Alzheimer, che colpisce circa 500,000 persone in Italia, secondo il CENSIS circa la metà dei casi si avvale dell'assistenza di colf o badanti, nell'80% dei casi straniere. Verosimilmente nel sondaggio sono state "sottodichiarate" le badanti clandestine.
In Italia c'è un intera parte del welfare state che si appoggia sull'immigrazione clandestina. Cosa avverrebbe se a quest'esercito di persone si dovessero pagare stipendi regolari e contributi? Quante famiglie se li potrebbero permettere? E chi non se lo potrebbe permettere cosa potrebbe fare, se i nostri posti in Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA, la residenza per i disabili) sono largamente insufficienti? Senza tenere conto che solo il 10% dei familiari di malati di Alzheimer (per continuare ad utilizzare lo stesso caso) desidera mettere il proprio familiare in una residenza.
Sono i nuovi schiavi. E a noi fa comodo che restino tali. Abbiamo una legge che resterà largamente inapplicata, come Maroni indirettamente dice, ma che obbliga a lasciare i clandestini irrimediabilmente in clandestinità. Con in più la minaccia latente di un processo e un'espulsione (se non ti comporti bene...).
Di fronte a questo, fateci caso, rimbomba il sostanziale silenzio di CEI e Vaticano, a fronte delle parole sempre più sdegnate di molti Cattolici e uomini di Chiesa, che possono a buon diritto essere additati come oppositori del Governo (come ha detto in modo ridicolo Calderoli di Tettamanzi).
Una congiura del silenzio, coperta da molte confuse e vuote parole, sulla pelle delle persone.