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venerdì 25 febbraio 2011

iphone perso o rubato

interessante info da "il fatto" di oggi



iphone perso o rubato

CELLULARE OMBELICALE

FIND MY IPHONE: in inglese suona meglio che italiano (Trova il mio

iPhone) ma prosodia a parte, l'opportunità di recuperare un aggeggio

che nell'ultima versione costa minimo 659 euro è forse la fine d'un

diffusissimo tecno-incubo: smarrire il prezioso telefonino o farselo ru-

bare. La distinzione non è così netta: voglio conoscere uno che trova

un iPhone e lo restituisce. Con l'applicazione, da un computer o da un

altro iPhone o iPad, e finanche iPod touch di quarta generazione, è

possibile localizzare il telefono scomparso su una mappa. Farlo suo-

nare anche se è stato silenziato da qualcuno che se l'è appena infilato

in tasca. Mandargli un messaggio che compare anche se ha tolto la

tua scheda e messo la sua: “So dove sei, restituiscimi l'iPhone”. Alla

peggio lo si può invogliare a mollare il maltolto in cambio d'una man-

cia: in caso contrario bloccherai il telefonino e non ci guadagna niente

nessuno (anche se sicuramente c'è un nego-

zio in grado di rompere il blocco, nelle varie

Chinatown del mondo). Alla peggio puoi can-

cellare i tuoi dati (numeri, sms, mail) e ripri-

stinarli se tutto finisce bene. Frutto della tec-

nologia clouding che consente d'operare in

remoto sul computer, Find my iPhone p a re

funzioni: è un rassicurante cordone ombeli-

cale virtuale, un embrione di coscienza digi-

tale collettiva. Esiste pure l'applicazione per

iPad, più difficile da perdere ma non meno

amato e soggetto a furti.

lunedì 16 marzo 2009

Tastiere sicure...

io copio incollo i dati della carta di credito
così al max beccano CTRL+C e CTRL+V
e gni vo in cù


Intercettare ogni tastiera è possibile


Nessuna tastiera è completamente sicura: quelle via cavo, quelle wireless e persino quelle dei portatili sono tutte intercettabili, in un modo o nell'altro.


[ZEUS News - www.zeusnews.com - 16-03-2009]


Intercettare tastiera Barisani Bianco
Foto via Fotolia


La possibilità di intercettare i tasti premuti sfruttando le emissioni elettromagnetiche delle tastiere, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, è tutt'altro che remota: alla CanSecWest Conference di Vancouver, che si aprirà settimana prossima, sarà dimostrato proprio questo rischio.


Le ricerche di Matin Vuagnoux e Sylvain Pasini, ricercatori dell'Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, hanno dimostrato come siano a rischio sia le normali tastiere per Pc (collegate via cavo Usb o Ps/2), sia quelle wireless, sia quelle dei portatili; queste ultime sono quelle che pongono le maggiori difficoltà per via dei cavi più corti, che non svolgono bene la funzione di antenna.


Quelli ideati a Losanna non sono però gli unici metodi in grado di mettere a rischio la sicurezza dei Pc: i ricercatori Andrea Barisani e Daniele Bianco, di Inverse Path, hanno dimostrato come intercettare i tasti premuti su tastiere Ps/2 sia facilissimo.


Spendendo circa 500 dollari si può acquistare l'apparecchiatura necessaria, di cui fanno parte un oscilloscopio e un computer: stando fino a 50 metri di distanza dal computer bersaglio sarà così possibile capire che cosa l'utente ignaro stia digitando.


Le vecchie tastiere Ps/2 hanno il cavo che trasmette i dati vicino al cavo di terra, così vicino che "le emissioni del cavo dei dati passano a quello di terra, che agisce come un'antenna".


Da qui i segnali passano attraverso il Pc e la rete elettrica, da dove possono essere captati semplicemente inserendo un economico dispositivo apposito sulla rete di alimentazione: la frequenza delle tastiere Ps/s - spiegano i ricercatori - è molto specifica e facile da isolare anche in presenza di molte interferenze.


Esiste un ulteriore rischio, che questa volta riguarda gli utenti dei portatili: Barisani e Bianco dimostreranno alla CanSecWest come sia possibile risalire ai tasti premuti puntando un microfono laser verso lo schermo del laptop e misurando le vibrazioni originate dalla battitura sulla superficie del display.

giovedì 12 marzo 2009

Furto con clonazione del telecomando dell'auto

Ricevo, pare plausibile e che non sia una bufala e inoltro... cmq il mio telecomando della macchina non funziona più già da un po'...

"Nei giorni scorsi ho malauguratamente subito il furto della mia borsa di lavoro (con tanto di agenda e rubrica telefonica).
Vi segnalo - per vs. utile conoscenza - le modalità con cui è avvenuto il furto: avevo lasciato l'auto nel parcheggio di un autogrill (Autostrada del Sole, nei pressi di Lodi) proprio davanti all'ingresso, recandomi al bar per un caffé. Dopo 5-10 minuti sono tornato alla macchina e, senza accorgermi di nulla, sono ripartito. Una volta arrivato in ufficio e aperto il portabagagli, ho riscontrato - con mio grande sconforto - di aver subìto il furto della borsa di lavoro e di altri oggetti (tra cui una reflex digitale e varia strumentazione di misura, tutto materiale piuttosto costoso).
Preciso che alla ripartenza dopo la sosta all'autogrill, l'auto era chiusa e non presentava alcun segno di effrazione. Come hanno fatto?
In polizia, ove mi sono recato per sporgere denuncia, hanno confermato il mio atroce sospetto: esistono bande organizzate con tanto di sofisticati strumenti (scanner a radiofrequenza), in grado di "clonare" la frequenza dei nostri telecomandi di chiusura dell'auto! Per questi delinquenti, quindi, aprire le nostre auto diventa un gioco da ragazzi: uno con lo scanner si apposta nel parcheggio e, quando chiudiamo la macchina col telecomando, ne decodifica il segnale, quindi, con l'aiuto di un complice (che fa il palo, controllando i nostri movimenti), un attimo dopo che siamo entrati al bar apre la nostra auto con il telecomando "clone", prende tranquillamente quello che gli serve e, colmo della beffa, richiude la macchina con il telecomando. Il tutto in pochi secondi! Di fronte a questo sistema, l'unico modo per salvarsi è: chiudere le portiere a mano con la chiave e NON USARE ASSOLUTAMENTE IL  TELECOMANDO, specie quando si parcheggia in luoghi molto affollati e dunque a rischio (tipo autogrill, centri commerciali, ecc.).
L'unica cosa che mi chiedo, a questo punto, è: come mai se in Polizia conoscono già l'esistenza di questo tipo di furti, nessuno ha mai diramato una qualche avvertenza in tal senso tramite i media? Vediamo allora di aiutarci da soli, girando questo messaggio a tutti i nostri amici e conoscenti, affinché si possa scongiurare il propagarsi di questa piaga!"