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martedì 13 dicembre 2011

Omicidio dei senegalesi a Firenze


Il killer dei senegalesi a Firenze era iscritto a Casa Pound.
Casa Pound sta inziando a rimuovere i link che testimoniano che Gianluca Casseri, 50 anni era uno dei loro.
Prima che la cache di Google scada, la prova di questa sua appartenenza.

Da Wikipedia:
L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta Legge Scelba, che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».
La "riorganizzazione del disciolto partito fascista", già oggetto della XII disposizione transitoria della Costituzione, si intende (ai sensi dell'art. 1 della citata legge) riconosciuta «quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».

http://video.corrierefiorentino.corriere.it/audio-sparatoria-piazza-dalmazia/cf-166475

mercoledì 17 marzo 2010

Ciampi su Berlusconi (via Scalfari)

Riporto uno stralcio dell'articolo di Scalfari su Repubblica di domenica scorsa; si tratta del racconto fattogli da Ciampi sulla nomina dei membri del CSM da parte sua e relativo diverbio con Berlusconi.

"L'episodio concernente la nomina dei tre giudici della Consulta nella quota che la Costituzione riserva al Presidente della Repubblica, avvenne nella sala della Vetrata del Quirinale. Erano presenti il segretario generale del Quirinale, Gifuni e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. I temi da discutere erano due: i rapporti con la Commissione europea di Bruxelles dove il premier doveva recarsi per risolvere alcuni importanti problemi e la nomina dei tre giudici.
Esaurito il primo argomento Ciampi estrasse da una cartella i tre provvedimenti di nomina e comunicò a Berlusconi i nomi da lui prescelti. Berlusconi obiettò che voleva pensarci e chiese tempo per riflettere e formulare una rosa di nomi alternativa. Ciampi gli rispose che la scelta, a termini di Costituzione, era di sua esclusiva spettanza e che la firma del presidente del Consiglio era un atto dovuto che serviva semplicemente a certificare in forma notarile che la firma del Capo dello Stato era autentica e avvenuta in sua presenza. Ciò detto e senza ulteriori indugi Ciampi prese la penna e firmò passando i tre documenti a Berlusconi per la controfirma.
A quel punto il premier si alzò e con tono infuriato disse che non avrebbe mai firmato non perché avesse antipatia per i nomi dei giudici ma perché nessuno poteva obbligarlo a sottoporsi ad una scelta che non derivava da lui, fonte unica di sovranità perché derivante dal popolo sovrano.
La risposta di Ciampi fu gelida: "I documenti ti verranno trasmessi tra un'ora a Palazzo Chigi. Li ho firmati in tua presenza e in presenza di due testimoni qualificati. Se non li riavrò immediatamente indietro da te controfirmati sarò costretto a sollevare un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale. "Ti saluto" rispose altrettanto  gelidamente Berlusconi e uscì dalla Vetrata seguito da Letta. In serata i tre atti di nomina tornarono a Ciampi debitamente controfirmati."

mercoledì 27 gennaio 2010

olocausto






http://peppetringali.myblog.it/media/02/02/467300822.jpg


Sembra impossibile!!!


Il Generale Dwight D. Eisenhower aveva ragione


nell’ordinare che fossero fatti


molti filmati e molte foto.




OLOCAUSTO


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiFEIw9yQUUAOFM1QzHpszY5XSuJkVsxvrW7zsRLnmG55rqU7vnouy2BSQ4zxAg5sbzr5-233Ee2KMSU9P4ukgxtu6DenFiFeSyI5iaU8Mq22_E-E8UZz9RUon1KokSMGEC5xMzCF2QjD2o/s400/holocaust-corpses2.GIF


 


Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…


E’ una questione di Storia ricordare che,


quando il Supremo Comandante delle Forze alleate


(Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.),


Generale Dwight D. Eisenhower,


incontrò le vittime dei campi di concentramento,


ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili,


e fece in modo che i tedeschi delle città vicine


fossero accompagnati fino a quei campi


e persino seppellissero i morti.




https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQCQ869ut12a-XkNv3NhCaJIaX6R5Q_ahYNIYeyHyTKSfI0j9vn2ink-WYnqP2qRteT6hsRGSFVBa7J_eHfZecADxpAivNnmQesObgqpMeJ_Ozjp5nZkPBRS66px6U0y72g5Turag_jZX2/s400/bergen-belsen_2corpses.GIF




E il motivo, lui l’ha spiegato così:


'Che si tenga il massimo della documentazione


– che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –


perché, in qualche momento durante la storia,


qualche idiota potrebbe


sostenere


che tutto questo non è mai successo'.


'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male,


è che gli uomini di bene non facciano nulla'.


(Edmund Burke)


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhh5j5ImFWAd7ysDd0ZHZg0B9DOz1uZxRDUhp9y91SzxF-Ipq0Yd5_AyUAXFBj3IwnjQjukkcrwxMh0I1SRHXtTqZnodDCibPc2ncZGhwsWesT_LwlyPlSgGydJf3zcxQdLwex_HZ1enZt4/s320/image005.jpg


Ricordiamo:


Recentemente, il Regno Unito ha rimosso l’Olocausto


dai piani di studio scolastici


poichè “offendeva” la popolazione musulmana,


che afferma che l’Olocausto non è mai esistito...


Questo è un presagio spaventoso sulla paura


che si sta diffondendo nel mondo,


e che così facilmente ogni Paese


sta permettendo di far emergere.


http://raivaticano.blog.rai.it/files/2009/12/olocausto-1.jpg


Sono trascorsi più di 60 anni


dal termine della Seconda Guerra Mondiale.


6 milioni di ebrei,


20 milioni di russi,


10 milioni di cristiani,


e 1900 preti cattolici


sono stati assassinati, massacrati, violentati,


bruciati, morti di fame e umiliati,


nel mentre la Germania e la Russia


volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene


“L’Olocausto è un mito”,


è fondamentale fare in modo che


il mondo non dimentichi mai.


http://storage.msn.com/x1pxOYwqu4SjF6HXO_8yE4Or9WLBnaHZOc5TqH48v-1jywjlszXu4cOPKzRioQOkX2ypxANo7pnj1w1YhgbXp42uH6G3yeNWf22s8U9SFPQJ7erObo7W0ZnPvD3KYzzjIGQh_u3wczWdyBnhac9Ogj6JA



mercoledì 22 aprile 2009

Rivalutazione della Repubblica di Salò

Sempre per spirito di provocazione...
vi inoltro un disegno di legge (n. 1360) “Ordine del tricolore” (che porta ad una sostanziale equiparazione fra ex Repubblica Sociale Italiana e Partigiani)
Che ne pensate?!

Click to View

allego solo la premessa...

CAMERA DEI DEPUTATI N. 1360

PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI

BARANI, ANGELI, BARBA, BARBIERI, BOCCIARDO, CALDORO,
CASTELLANI, CASTIELLO, CATONE, CESARO, CICCIOLI, CRISTALDI,
DE ANGELIS, DE CORATO, DE LUCA, DE NICHILO
RIZZOLI, DI BIAGIO, DI VIRGILIO, DIMA, DIVELLA, GREGORIO
FONTANA, FUCCI, GAROFALO, GIRLANDA, HOLZMANN, LABOCCETTA,
LO MONTE, GIULIO MARINI, MAZZONI, RICARDO ANTONIO
MERLO, MIGLIORI, PETRENGA, ROSSO, SARDELLI, SBAI,
TORRISI, VALENTINI, VENTUCCI, VESSA, ZACCHERA

Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento
dei trattamenti pensionistici di guerra

Presentata il 23 giugno 2008

ONOREVOLI COLLEGHI ! — La presente proposta
di legge nasce dall’esigenza di attribuire
a coloro che hanno partecipato alla
seconda guerra mondiale un riconoscimento
analogo a quello attribuito ai combattenti
della guerra 1914-1918 dalla legge
18 marzo 1968, n. 263. L’istituzione dell’
« Ordine del Tricolore » deve essere considerata
un atto dovuto, da parte del
nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre
sessanta anni fa, impugnarono le armi e
operarono una scelta di schieramento convinti
della « bontà » della loro lotta per la
rinascita della Patria.
Non s’intende proponendo l’istituzione
di questo Ordine sacrificare la verità storica
di una feroce guerra civile sull’altare
della memoria comune, ma riconoscere,
con animo oramai pacificato, la pari dignità
di una partecipazione al conflitto
avvenuta in uno dei momenti più drammatici
e difficili da interpretare della storia
d’Italia; nello smarrimento generale,
anche per omissioni di responsabilità ad
ogni livello istituzionale, molti combattenti,
giovani o meno giovani, cresciuti
nella temperie culturale guerriera e « imperiale
» del ventennio, ritennero onorevole
la scelta a difesa del regime, ferito e
languente; altri, maturati dalla tragedia in
atto o culturalmente consapevoli dello
scontro in atto a livello planetario, si
schierarono con la parte avversa, « liberatrice
», pensando di contribuire a una
rinascita democratica, non lontana, della
loro Patria.
Solo partendo da considerazioni contingenti
e realistiche è finalmente possibile
quella rimozione collettiva della memoria
ingrata di uno scontro che fu militare e
ideale, oramai lontano, eredità amara di
un passato doloroso, consegnato per sempre
alla storia patria.
Questo progetto di legge è coerente con
la cultura di pace e di pacificazione della
nuova Italia, post-bellica, repubblicana e
democratica; memore delle distruzioni
morali e materiali provocate dal conflitto
mondiale; orgogliosa della rinascita operata
dalla laboriosità del suo popolo; rinnovata
nelle istituzioni di una classe dirigente
espressa per la prima volta dal
popolo, libero e sovrano; consapevole della
necessità di rimarginare le ferite di un
passato tragico e cruento nell’interesse
dell’intera collettività.
Per queste considerazioni, attribuiamo
al progetto di legge in esame un forte
valore simbolico e sociale, che valga a
superare tutti gli steccati ideologici che
hanno reso difficile per troppi anni la
possibilità di riconoscere socialmente i
meriti e il sacrificio di coloro che hanno
combattuto consapevolmente per il Tricolore;
ad essi, dopo oltre sessanta anni dalla
fine della guerra e nel sessantesimo anniversario
della nostra Costituzione, il Parlamento
italiano, per motivi di equità e di
giustizia, deve tributare un riconoscimento
analogo a quello concesso ai cavalieri di
Vittorio Veneto.
Questo sarà costituito da un’alta attribuzione
onorifica, cioè l’appartenenza all’Ordine
del Tricolore e anche da un
miglioramento economico, doveroso per
chi ha dato tanto per la propria Patria.
In questo tempo di ristrettezze economiche
ci appare indizio di grande civiltà
pensare a chi ha combattuto e da anni
attende una revisione migliorativa dei trattamenti
pensionistici di guerra.
Il Parlamento ha riconosciuto più che
legittima l’aspirazione dei titolari di trattamento
pensionistico di guerra a ottenere
l’adeguamento economico delle proprie
pensioni, adeguamento che si ritiene non
sia ulteriormente procrastinabile, considerate
l’età avanzata dei soggetti e la lunga
attesa.
L’articolo 1 istituisce un nuovo ordine
onorifico, l’Ordine del Tricolore, comprendente
l’unica classe di cavaliere.
L’articolo 2 prevede che tale onorificenza
sia conferita:
a) a coloro che hanno prestato servizio
militare per almeno sei mesi, anche
a piu` riprese, in zona di operazioni, nelle
Forze armate italiane durante la guerra
1940-1945 e che siano invalidi; a coloro
che hanno fatto parte delle formazioni
armate partigiane o gappiste, regolarmente
inquadrate nelle formazioni dipendenti dal
Corpo volontari della liberta` , oppure delle
formazioni che facevano riferimento alla
Repubblica sociale italiana;
b) ai combattenti della guerra 1940-
1945; ai mutilati e invalidi della guerra
1940-1945 che fruiscono di pensioni di
guerra; agli ex prigionieri o internati nei
campi di concentramento o di prigionia.
L’articolo 3 determina le caratteristiche
dell’insegna, realizzata in bronzo, del nuovo
Ordine e rinvia a un decreto del Ministro
della difesa l’indicazione dei dettagli.
L’articolo 4 prevede che il Capo dell’Ordine
del Tricolore sia il Presidente
della Repubblica e che l’Ordine sia retto
da un consiglio composto da un tenente
generale o da un ufficiale con grado corrispondente,
che lo presiede, da due generali
e da un ammiraglio in rappresentanza
di ciascuna Forza armata, dal presidente
dell’Associazione nazionale combattenti
della guerra di liberazione
inquadrati nei reparti regolari delle Forze
armate italiane, dal presidente dell’Associazione
nazionale combattenti e reduci, dal presidente
dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia
e dal presidente dell’Istituto storico della
Repubblica sociale italiana.
Il presidente e i membri del consiglio
sono nominati dal Presidente della
Repubblica, su proposta del Ministro della
difesa.
L’articolo 5 prevede che le onorificenze
siano conferite con decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta
del Ministro della difesa, previa domanda
presentata dagli interessati al Ministero
della difesa.
L’articolo 6 prevede che agli insigniti
dell’Ordine del Tricolore sia riconosciuto
un assegno vitalizio e che le domande e i
documenti necessari per ottenere l’onorificenza
siano esenti dall’imposta di bollo e
da qualsiasi altro tributo.
L’articolo 7 prevede l’adeguamento
pensionistico degli invalidi e mutilati di
guerra per l’alto valore sociale che essi
rappresentano.
L’articolo 8 prevede la copertura finanziaria.
L’articolo 9 reca la data di entrata in
vigore della legge.

giovedì 12 marzo 2009

Ronde a Massa: SSS

Io divento peggio di loro..., come si fa a chiamare un gruppo di civili che vuole monitorare il territorio in cui vive (e che ha bisogno di 6 agenti di polizia come scorta) con questo nome ?

SSS


sono evidentemente o dei beoti (senza offesa per gli abitanti della Beozia) oppure si tratta di apologia del fasci-nazismo ed allora: quanti anni dobbiamo ancora aspettare per applicare la Costituzione?.

Io mi sarei rotto (e "la condizionale" non è d'obbligo)