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giovedì 27 gennaio 2011

rimuoviamolo


Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. E’ la Repubblica che deve rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà dei cittadini e la loro effettiva partecipazione.




(art.3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese)




 



Ma cos’è la Repubblica? E’ l’Italia stessa la cui sovranità è del popolo ossia di tutti i suoi cittadini.




(art.1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione)




 



Cosa devono fare i cittadini? In presenza di un soggetto anche istituzionale che aumenta la propria libertà a discapito della libertà dei cittadini, questi hanno l’obbligo morale e civile nonché costituzionale di rimuovere questo ostacolo.




(art.2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale)




Ora mi domando: come può esistere la possibilità che un cittadino italiano venga chiamato dai giudici a rispondere di accuse comunque sostenute da prove almeno di una qualche apparente fondatezza e lui possa decidere di non presentarsi?



Possiamo noi italiani prenderlo di peso e portarcelo? Qualche altra idea?


sabato 25 settembre 2010

pro vivisezione

Che palle con questo antivivisezionismo!
Se uccidendo 100 maiali, 100 gatti e 100 cani salvo la vita anche ad un solo bambino... non va bene?! Cerchiamo di discernere, ci sono dei casi in cui non è possibile fare altrimenti ed occorre testare dei prodotti su esseri viventi; intendo che se si tratta di prodotti farmaceutici e ciò è utile a salvare la vita di qualche essere umano...:
io distingo tra esseri umani ed esseri viventi!

C'è gente che evita come la peste e salta il barbone della strada per andare ad accudire il gattino abbandonato. Va bene così!?

Sono d'accordo che c'è modo e modo di applicare la vivisezione, ma chi è contro la vivisezione è contro la vivisezione, non contro il modo di applicarla...

Sarò cinico, ma lasciatemi pensarla diversamente dalle masse, se così è veramente.

domenica 15 febbraio 2009

Testamento biologico: dalla tecnica all'etica

Scusate se insisto sull'argomento, ma penso di doverlo fare, sia per la sua importanza che per il caos che si è creato su di esso (ho visto un "Porta a Porta" qualche giorno fa in cui la tesi finale era che tutti la pensano diversamente e che l'unica soluzione è fare tutte le terapie a tutti...).


Parto dagli aspetti che mi sembrano "oggettivi":



  1. ciascuno ha il diritto di rifiutare i trattamenti medici (art. 32 della Costituzione). Il rifiuto consapevole di un trattamento medico è un diritto e non costituisce eutanasia, neppure passiva;

  2. chi non è in grado di esprimere un valido consenso non può godere di questo diritto e, in molti casi, non si sa chi debba decidere per lui. E' il caso dello stato vegetativo ed è per questo che da anni si pensa ad una legge per il cosiddetto "testamento biologico"

  3. la nutrizione artificiale è un trattamento medico, al pari della ventilazione meccanica, per cui esistono linee guida precise. Chi dice il contrario o ha idee molto vaghe sulla medicina o è in mala fede (come ha detto efficacemente Ignazio Marino, "lo prescrive il medico e non il cuoco"). Nello stato vegetativo è generalmente indicato ed efficace (Eluana è sopravvissuta per anni!), nella demenza grave è generalmente un accanimento terapeutico (i malati muoiono comunque).  

  4. credo che abbiamo bisogno di una legge che regolamenti questi aspetti, con cautela, riducendo al minimo necessario gli aspetti "burocratici"


Finisco con uno spunto per un dibattito "etico" (o esistenziale), in particolare per gli amici credenti. I più "aperti" dicono che ognuno deve decidere secondo la sua coscienza, e a volte sembra sottointeso che un Cattolico dovrà scegliere di prolungare al masimo la sua sopravvivenza perché la vita è sacra e questo è il "bene". Siamo sicuri che il valore della vita presupponga che la vita vada prolungato al massimo a tutti i costi? Possiamo sottrarre queste scelte al dominio della morale (è bene, è male, è peccato), inducendo pericolosi sensi di colpa, in modo che ciascuno possa esser aiutato a pensare ciò che sarebbe non buono ma "bello" pe sé e per i suoi cari? 

giovedì 4 dicembre 2008

Libertà di parola

Vi giro una petizione che mi è arrivata! Tempi duri anche per i Blog!  A quando Orwell?


"A tutto il popolo di Internet,

 

divulgate questo link

 

www.firmiamo. it/salviamointer net

 

 

A seguito della dichiarazione odierna di Berlusconi in merito alla proposta di "regolamentare Internet", 

e della proposta di legge Levi-Prodi, si ritiene doveroso e quanto mai opportuno sottoscrivere la suddetta petizione.

 

 

"Tuteliamo l'unico mezzo di comunicazione libero, ancora non controllato: non lasciamoci imbavagliare"